Busti e statue di personaggi famosi di Palermo di Claudio Pezzillo

Aquila del Palazzo Reale

Aquila del Palazzo Reale

Questo Blog e dedicato alla mia città

 PALERMO

Tutto nasceva dal mio stupore nel vedere che i miei concittadini palermitani ignoravano l’esistenza anche dei monumenti più appariscenti di Palermo, e non solo ignoravano quali personaggi fossero raffigurati ma addirittura che esistessero quei monumenti. 

Mi sono detto che forse su Internet avrei dato più possibilità a fare conoscere i nostri monumenti, così ho deciso di andare in giro a scattare fotografie e mostrarle a tutti quelli che non sapevano di questa realtà. Sculture che circondano la nostra città statue e busti che fanno ricordare i valorosi personaggi che hanno fatto la storia della nostra città

Scultura dedicata a Clemente Ravetto pilota

Scultura dedicata a Clemente Ravetto pilota

1

Clemente Ravetto1º maggio 1953) è stato un pioniere dell’aviazione italiano autore del primo volo in terra di Sicilia[1].
Piemontese di nascita e palermitano di adozione.]Ravetto ai comandi del suo Voisin 28 nell’ottobre 1909 Per ordine del munifico Vincenzo Florio, acquistò egli stesso un aereo Voisin nella capitale francese e lo condusse a Palermo via ferrovia, dove sotto la sua guida fu assemblato nei locali di via Catania per poi liberarsi in volo presso il campo di volo della Favorita, era il1 maggio 1910.[2]A Clemente Ravetto è intitolata una stele in piazza Caboto a Mondello, nel punto esatto in cui si librò in volo in direzione di Valdesi, raggiungendo un’altezza di 40 metri per circa 200 metri di lunghezza.]

Francesco Lanza di Scalea

Francesco Lanza di Scalea

Francesco Lanza di Scalea

Francesco Lanza di Scalea

Francesco Lanza di Scalea


Francesco Lanza di ScaleaFrancesco era il secondogenito di Pietro Lanza e Branciforte, principe di Scordia, e della nobildonna napoletana Eleonora Spinelli, principessa di Scalea. Dalla madre ottenne il titolo di principe di Scalea.
Fu uno degli esponenti della nobiltà siciliana contrari ai borbonici e andò con il padre in esilio a Parigi dopo la restaurazione del 1849. Nel 1860 tornò in Sicilia al seguito della spedizione dei Mille sbarcando a Trappeto con il Generale Medici e 1600 volontari, si unì a Giuseppe Garibaldi, che seguì fino alla Battaglia del Volturno. Ricevette la medaglia d’argento al valor militare per gli atti di valore che compì nella battaglia di Milazzo, dove rimase ferito.
Nel 1862 fu addetto all’ambasciata italiana a Londra e tre anni dopo venne eletto al Parlamento italiano. Subito si fece promotore di un programma di bonifiche nella zona paludosa e malarica di Mondello. Si interessò, nella sua carriera politica di 25 anni, del problema ottenendo che nel 1891 iniziassero i lavori, che vennero completati circa vent’anni dopo, riuscendo a rendere la località un’amena zona di villeggiatura balneare
Fonte Wikipedia

Richard Wagnerwagner richard

Richard Wagner

RICHARD WAGNER
Richard Wagner (Lipsia, 1813 — Venezia, 1883). Compositore tedesco.
Rimane presto orfano di padre. La madre si risposa con l’attore Ludwig Geyer che, affezionatosi a Richard, lo porta sempre con sé in teatro: questo contatto continuo con il mondo del palcoscenico lascerà nella mente del fanciullo una impressione incancellabile.
Terminati gli studi liceali, si iscrive all’Università di Lipsia come studente di musica. All’età di venti anni diventa dapprima direttore di coro e poi d’orchestra presso vari teatri di Germania.
Nel 1836 si sposa con la cantante Minna Planner. Dopo pochi anni, per l’incomprensione del pubblico e perché soffocato dai debiti, decide di partire per Parigi.
Si imbarca nel porto di Riga e compie, a causa di una improvvisa tempesta, un viaggio avventuroso, che più tardi gli ispirerà Il Vascello Fantasma.
A Parigi resta tre anni, ma vi conduce una vita di stenti a causa dell’incomprensione generale.
Finalmente nel 1843 è nominato direttore d’orchestra del teatro reale di Dresda, dove fa rappresentare i suoi primi Melodrammi: “Il Vascello Fantasma”(rievocazione del viaggio avventuroso) e “Tannhauser”.
Nel 1848 partecipa ai moti rivoluzionari e per questo viene condannato a morte, ma riesce a fuggire e a rifugiarsi a Zurigo dove si trattiene fino all’amnistia(1860).
Durante questi anni gli ideali artistici di Wagner si concretizzano in opere sublimi come Lohengrin, Tristano e Isotta, I Maestri Cantori di Norimberga e nella preparazione dei libretti della Tetralogia ispirandosi alle leggende e ai miti dell’antica Germania (L’anello dei Nibelunghi).
Nel 1864 è invitato a Monaco dal re Luigi II di Baviera, suo ammiratore e con il suo aiuto finanziario inizia la costruzione del Teatro di Bayreuth, che diventerà il tempio dell’arte wagneriana.
Nel 1870, dopo la morte di Minna, si sposa con Cosima Liszt, figlia del celebre musicista ungherese. Queste seconde nozze gli arrecano tranquillità e serenità colla gioia dei tre figli: Sigfrido, Isotta e Eva.

Monumento dedicato ai Caduti del Lavoro. Opera di Vittorio Gentile

Monumento dedicato ai Caduti del Lavoro. Opera di Vittorio Gentile

Giacomo Cusmano padre dei poveri fondatore del

Giacomo Cusmano padre dei poveri fondatore del “Boccone del Povero”Medico, sacerdote.  Nato a Palermo il 15 marzo 1834 e morto il 14 marzo 1888.Laureato in medicina, esercita la professione a Palermo e a S. Giuseppe Jato, dove spesso si recava per seguire gli interessi della famiglia. La professione di medico fu per lui una vera missione di bene, dai poveri non accetta mai alcun compenso. Fu consacrato sacerdote nel 1860 e subito nominato rettore della chiesa dei SS. Quaranta Martiri al Casalotto, in un quartiere povero e depresso dove egli installa la prima centrale di carità. Nel 1867 fondò l’associazione del Boccone del povero: egli stesso andava in giro con due sacchetti sulle spalle, bussando di porta in porta e chiedendo a tutti degli alimenti, il boccone del povero appunto. Allergico alle cariche, rifiuta la nomina a parroco di S. Ippolito e la dignità di canonico offertagli dal cardinale Celesia. Nel 1880 costituì la congregazione delle suore Serve dei poveri, per le quali  nel 1882 acquista la villa Sommariva alle Terre Rosse, oggi intitolata a Vincenzina Cusmano, sua sorella maggiore e tra le prime ad aderire alla congregazione. Le sue ultime iniziative furono: la fondazione della congregazione dei padri missionari Servi dei poveri nel 1887 e la congregazione delle Dame della carità del Boccone del povero. Il 30 ottobre 1983 ?stato beatificato dal papa Giovanni Paolo II.

Vincenzo Cervello

Vincenzo Cervello

Vincenzo Cervello

Vincenzo Cervello Medico, nato il 13 marzo 1854 e morto il 4 dicembre 1918.Figlio di Niccolò, si laureò in medicina nel 1877 e frequenta poi i laboratori di Clinica generale,  fisiologia e farmacologia. Nel 1882 ottenne la libera docenza di Materia medica e l’anno successivo ricoprì il posto di docente universitario che era stato del padre. Durante l’epidemia di colera del 1887 fu nominato direttore sanitario delle province di Messina e Catania ed ebbe la medaglia d’oro di benemerito della salute pubblica, ma il suo nome rimane legato alla crociata contro la tubercolosi in Italia ed è grazie a lui che Palermo fu tra le prime ad iniziare la lotta per debellare la malattia. Nel 1903 Vincenzo Cervello creò l’Associazione palermitana contro la tubercolosi e nel 1909 fondò il Sanatorio popolare, al quale fu imposto il suo nome. Ricoprì diverse cariche, tra le quali quella di preside della Facoltà medica palermitana e di presidente dell’Accademia di scienze mediche. Dal 1893 al 1913 diresse la rivista è Archivio di farmacologia e terapeutica, da lui stesso fondata. Sono dei classici i suoi studi sulla Paraldeide, sul Ferro e sull’Adonis cupaniana.

Francesco Paolo Pèrez

Francesco Paolo Pèrez opera di B. Civiletti

Francesco Paolo Pèrez

Pèrez, Francesco Paolo Pèrez, Francesco Paolo. – Patriota e letterato (Palermo 1812 – ivi 1892); per la sua partecipazione alle agitazioni patriottiche del 1847, fu arrestato nel 1848. Liberato al trionfo della rivoluzione palermitana, fu deputato e più volte ministro del governo siciliano. Fece parte della commissione incaricata di offrire la corona di Sicilia al duca di Genova, partecipò al congresso federativo torinese (1º ott. 1848) di ispirazione giobertiana e restò poi sempre fedele agli ideali federativi. Esule a Genova e aFirenze, dopo il 1860 tornò in Sicilia, ove si batté per un larghissimo decentramento (La centralizzazione e la libertà, 1862), nelle file del partito conservatore detto regionista. Consigliere della Corte dei conti in Sicilia, quindi (1867) alla Corte dei conti del Regno, e (1871) senatore. Più volte sindaco di Palermo, ministro dei Lavori pubblici (1877-78) e dell’Istruzione (1879). Scrisse anche versi e saggi letterari: tra questi il più importante è La Beatrice svelata, preparazione all’intelligenza di tutte le opere di Dante (1865), discusso tentativo d’interpretazione allegorica.

Dante Alighieri opera di Mario Rutelli

Dante Alighieri opera di Mario Rutelli

Dante Alighieri opera di Mario Rutelli

Dante Alighieri opera di Mario Rutelli

Dante Alighieri opera di Mario Rutelli

Dante Alighieri opera di Mario Rutelli

Dante Alighieri (Biblioteca Nazionale)

Dante Alighieri
Dante Alighieri nasce a Firenze nel 1265 in una famiglia della piccola nobiltà fiorentina. Il suo primo e più importante maestro di arte e di vita è Brunetto Latini, che in questi anni ha una notevole influenza sulla vita politica e civile di Firenze. Dante cresce in un ambiente “cortese” e stringe amicizia con alcuni dei poeti più importanti della scuola stilnovistica: Guido Cavalcanti, Lapo Gianni e Cino da Pistoia.
Ancora giovanissimo conosce Beatrice (figura femminile centrale nell’opera del nostro poeta), a cui Dante è legato da un amore profondo e sublimato dalla spiritualità stilnovistica. Beatrice muore nel 1290. Dopo questa disgrazia Dante vive un momento di crisi. Dante, a partire dal 1295, entra attivamente e coscientemente nella vita politica della sua città.
La sua carriera politica raggiunge l’apice nel 1300 quando Dante, guelfo di parte bianca, viene eletto priore (la carica più importante del comune fiorentino): il poeta è un politico moderato, tuttavia convinto sostenitore dell’autonomia della città di Firenze, che deve essere libera dalle ingerenze del potere del Papa . L’anno successivo, il papa Bonifacio VIII decide di inviare a Firenze Carlo di Valois, fratello del re di Francia, con l’intenzione nascosta di eliminare i guelfi bianchi dalla scena politica. Il poeta non ritornerà mai più nella sua città natale, è condannato ingiustamente all’esilio.
Iniziò un pellegrinaggio per l’Italia. Prese contatto con Bartolomeo della Scala a Verona e con i conti Malaspina in Lunigiana, e tra il 1304 e il 1307 compose il Convivio (poi rimasto interrotto) per acquisire meriti di fronte all’opinione pubblica (per lungo tempo coltivò l’illusione di poter essere richiamato nella sua città come riconoscimento della sua grandezza culturale). Appartiene allo stesso periodo il De Vulgari Eloquentia. Col passare degli anni Dante iniziò a vedere il suo esilio come simbolo del distacco dalla corruzione, dagli odi e dagli egoismi di parte. La denuncia e il tentativo di indirizzare di nuovo l’uomo verso la retta via sono per lui l’ispirazione di una nuova poesia che prende forma nella Divina Commedia
L’imperatore Arrigo VII continua a sostenere le idee politiche di Dante, possibile portatore di pace nella nostra penisola; ma di nuovo la speranza svanisce con la morte improvvisa dell’imperatore nel 1313.
Muore a Ravenna nel 1321.

Monumento dedicato ai caduti dell'Arma dei Carabinieri

Monumento dedicato ai caduti dell’Arma dei Carabinieri

monumento

Monumento dedicato ai caduti dell'Arma dei Carabinieri

Monumento dedicato ai caduti delle ferrovie opera di Antonio Ugò

Monumento dedicato ai caduti delle ferrovie opera di Antonio Ugo

Monumento dedicato ai caduti delle ferrovie opera di Antonio Ugò

Monumento dedicato ai caduti delle ferrovie opera di Antonio Ugo

Monumento dedicato ai caduti delle ferrovie opera di Antonio Ugò

Monumento dedicato ai caduti delle ferrovie opera di Antonio Ugo

Giovanni Meli

Giovanni Meli Opera A. D’Amore Palazzo delle Aquile

Giovanni Meli

Giovanni Meli – Poeta (Palermo 1740 – ivi 1815). Medico, passò 5 anni (1767-72) nel quieto borgo di Cinisi presso Palermo, dove si formò o si fissò il mondo intimo della sua poesia, tra le bellezze e la pace della natura. Nel 1787 ebbe la cattedra di chimica all’Accademia degli studi di Palermo; nello stesso anno pubblicò in 5 volumi la sua opera poetica (ripubblicata, accresciuta di vari componimenti, nel 1814, in 7 volumi). Emergono in questa le Elegii e la famosa Buccolica: pur obbedendo al generale gusto arcadico, M. ha una sua personalissima freschezza ed evidenza, che informano anche alcune delle mirabili Odi e Canzunetti. Viva egli ebbe anche la vena dell’arguzia e della caricatura, come dimostrò nel poemetto bernesco La Fata galanti, nelle satire, nei componimenti farseschi, negli epigrammi e nell’Origini di lu munnu, che è il suo capolavoro in questo campo; mancò, invece, nel poema Don Chisciotti e Sanciu Panza. Gli ideali dottrinali del Settecento appaiono in alcune prose italiane, nelle Favuli morali, un capolavoro del genere, nelle quali M. affidò al mondo sapiente e discreto degli animali l’espressione del suo ideale “d’onoratezza e di probità”. Fra gli altri componimenti più noti ricordiamo l’idillio Polemuni, l’eglogaPiscatoria, e il Ditirammu: in cui il protagonista, rimpiangendo il passato, di fronte alla triste realtà presente, cerca nel vino l’oblio. M. si servì del dialetto come d’una lingua letteraria illustre, anzi la più illustre, perché la prima ad affermarsi fra le lingue letterarie d’Italia.

Fontana dei Draghi Corso Calatafimi

Fontana dei Dragoni Corso Calatafimi

La fontana dei Dragoni

La fontana dei Dragoni

il Genio del mercato della  Vucciria

il Genio del mercato della Vucciria

Il Piccolo Genio dell'Arsenale Borbonico

Il Piccolo Genio dell’Arsenale Borbonico

Il Genio di villa Giulia

Il Genio di villa Giulia

Il Genio di villa Giulia

Il Genio di villa Giulia

Il piccolo Genio del prospetto di Palazzo delle Aquile

Il piccolo Genio del prospetto di Palazzo delle Aquile

Il Genio di Palermo Palazzo delle Aquile

Il Genio di Palazzo Pretorio è un gruppo scultoreo posto sullo scalone del Palazzo Pretorio, sede del Municipio di Palermo, in Piazza Pretoria. È detto anche in siciliano Palermu u Nicu (Palermo il piccolo), per le sue dimensioni ridotte in relazione a quelle della statua detta Palermu lu Grandi (Palermo il Grande). È una delle otto rappresentazioni monumentali del Genio di Palermo. Storia La statua del Genio venne ritrovata nel 1596 nelle cantine di Palazzo Pretorio, dove era stata dimenticata Fu sistemata sullo scalone monumentale del palazzo a cura dell’allora Pretore Francesco del Bosco, conte di Vicari Il gruppo scultoreo è composto da pezzi di diversa provenienza e probabilmente fu assemblato alla fine del XVI secolo, in occasione del ritrovamento, avvenuto forse durante una delle tante risistemazioni effettuate nel tempo all’edifico

Il Genio del Palazzo delle Aquile

Il Genio del Palazzo delle Aquile

il piccolo Genio del Porta di Palermo

il piccolo Genio Porto di Palermo

Il Genio di Palermo Piazza Rivoluzione

Il Genio di Palermo Piazza Rivoluzione

Fontana del Genio di Palermo Piazza Rivoluzione

Fontana del Genio di Palermo Piazza Rivoluzione

Il Genio della Fiera vecchia

Il Genio della Fiera vecchia. Raccontano i nostri maggiori che nei tempi antichi, ma antichi assai , c’era un signore. Ricco sfondato, che andava viaggiando di qua e di là per il suo piacere. Una volta fu sorpreso da una grande tempesta di mare, mentre si trovava dentro una piccola barca. Sbattuto di qua e di là fu un miracolo che il mare non lo inghiottisse: e dopo tre giorni e tre notti di tempesta, quando stava per morire di fame e di stanchezza, una grande ondata lo gettò con tutta la barchetta sopra questa terra nostra. Volta e gira non c’era nessun cibante, ma c’era la provvidenza di Dio in frutta e altre cose da mangiare e quel Signore, che era già mezzo morto si riconfortò e saziò a pieno. Ciò fatto quel signore si innamorò di questa terra, che gli parve un vero paradiso terrestre: e poiché non c’era nessuno ed egli era ricco quanto mai, pensò di fare venire qui molti ingegneri e capi mastri e fece fabbricare questa bellissima città di Palermo. Chiamò così perché lui la fece fabbricare e lui si chiamava Palermo. Gli stessi ingegneri e capimastri che la costruirono fecero una statua di marmo al signore riccone padre e patrone della città, che poi divenne vecchio: e questa statua è quella che si trova sulla piazza della Fiera vecchia. Giuseppe Pitrè

Il Genio di Palermo di via Oreto

Il Genio di Palermo di via Oreto

Le Ali del Piazzale della Pretura

Le Ali  Piazzale della Pretura

Le Ali del Piazzale della Pretura

Le Ali Piazzale della Pretura

Santa Rosalia

Santa Rosalia opera dello scultore V. Vitaliano prende il posto della fontana dei tre vecchioni al centro della piazza della Cattedrale.

Santa Rosalia

Santa Rosalia

Monumento dedicato a Gesù che viene tolto dalla croce dalle tre Marie opera di F. Ximenes

Monumento di Piazza Don Bosco dedicato a Gesù che viene tolto dalla croce dalle tre Marie opera di E. Ximenes

Piazza don Bosco

Piazza don Bosco Gesù che viene tolto dalla croce

Don Bosco opera di F. Sgarlata

Don Bosco opera di F. Sgarlata

Don Bosco opera di F. Sgarlata

Don Bosco opera di F. Sgarlatta Straordinario educatore e indimenticabile parroco, Giovanni Bosco nacque il 16 agosto 1815 in una famiglia contadina poverissima a Becchi Castelnuovo d’Asti. Rimasto orfano di padre a soli due anni matura la vocazione sacerdotale fin da subito. Nel 1841, giovane prete, arriva a Torino e comincia ad esplorare la città per farsi un’idea delle condizioni morali dei giovani. Ne rimane sconvolto. Ragazzi che vagabondano per le strade, disoccupati, sbandati e depressi pronti a qualsiasi cosa. Rimane inoltre profondamente impressionato dal constatare come tanti di quei ragazzi prendano da subito la via delle patrie galere. Capisce che non può rimanere indifferente a tutto ciò e decide di agire per cercare di sanare, come può, la difficile situazione. Aiuta dunque i ragazzi a cercare lavoro, si prodiga per ottenere condizioni migliori a chi è già occupato e fa scuola ai più intelligenti. Nasce così nella periferia torinese il primo oratorio. Nell’aprile 1846 apre a Valdocco nella “casa Pinardi” un oratorio intorno al quale nascerà col tempo il grandioso complesso della casa-madre dei Salesiani. Il problema di accogliere non per alcune ore bensì a tempo pieno ragazzi senza casa diventa fondamentale ma si apre un problema di natura finanziaria. Don Bosco diventa promotore in prima persona della sua iniziativa e si mette alla ricerca di fondi. 
La prima benefattrice è la madre Margherita che vende tutto quello che possiede per sfamare i ragazzi. Tra i giovani che hanno don Bosco per padre e maestro, qualcuno gli chiede di “diventare come lui”. Così nasce, con la cooperazione di don Rua e di don Cagliero, la “Società di San Francesco di Sales” che darà vita all’omonimo ordine dei Salesiani. I Salesiani danno ai giovani non solo pane e una casa, ma procurano loro istruzione professionale e religiosa, possibilità di inserirsi nella vita sociale e buoni contratti di lavoro. 
Don Bosco diventa col tempo una figura di rilievo nazionale. Uomo di straordinaria intelligenza, tanto da essere spesso consultato da Papa Pio IX, era dotato di “poteri” quasi sovraumani e forse, per chi crede, di natura divina (ad esempio, ripeteva fedelmente intere pagine di libri dopo averle lette una sola volta), Don Giovanni Bosco rimase sempre altrettanto straordinariamente una persona umile e semplice. 
Nel 1872, instancabile, fonda la Congregazione femminile delle figlie di Maria Ausiliatrice, detta delle Suore Salesiane. 
Pochi anni dopo, è il 31 gennaio 1888 quando si spegne a Torino, circondato dal cordoglio di tutti quelli che lo avevano conosciuto, lasciando dietro di sé una scia luminosa di opere concrete e di realizzazioni. 
Don Bosco venne dichiarato venerabile nel 1907, Beato nel 1929 e Santo nel giorno di Pasqua, 1 aprile 1934. Il 31 gennaio 1958 Pio XII, su proposta del Ministro del Lavoro in Italia, lo ha dichiarato “patrono degli apprendisti italiani”.

Vittorio Emanuele II Re d'Italia

Re Umberto I detto  “Re buono” Opera scultorea posta presso il Palazzo delle Poste. autore sconosciuto

Vittorio Emanuele II Re d'Italia

Umberto I Re d’Italia

Vittorio Emanuele II Re d'Italia

Umberto I Re di’Italia

Carlo V

Statua di Carlo V a Piazza Bologni  Al centro della piazza è presente la statua bronzea di Carlo V, alla quale la piazza stessa fa da palcoscenico. La statua è opera di Scipione Li Volsi e ripropone il suo ritorno trionfale da Tunisi del 1535 ed è posta su un piedistallo di marmo fatto da Giacomo Cirasolo e Luigi Geraci con bassorilievi di Giovanni Tagliavia. Inizialmente la stessa doveva essere posta al centro dei Quattro Canti, ma si decise in seguito di cambiarle destinazione e venne posta qui nel 1631.

Carlo V

Carlo V

Carlo V

Carlo V

Acquila simbolo della città di Palermo opera di G. Geraci Luogo Piazza Croci

Acquila simbolo della città di Palermo opera di G. Geraci Luogo Piazza Croci

Acquila  Piazza Croci

Acquila Piazza Croci

Acquila  Piazza Croci

Acquila Piazza Croci

Carlo Alberto Dalla Chiesa

Carlo Alberto Dalla Chiesa, generale dei Carabinieri, noto per il suo impegno nella lotta contro il terrorismo delle brigate rosse prima e alla mafia poi, di cui sarà vittima. Busto esposto presso il Palazzo Jung ( Palazzo della Provincia ) di Palermo

Carlo Alberto Dalla Chiesa

Carlo Alberto Dalla Chiesa

Pietro Bonanno (Palermo, 16 dicembre 1863 – Palermo, 12 febbraio 1905) è stato un politico italiano. Ricorprì molte volte cariche politiche locali e nazionali, tra le varie venne scelto più volte come assessore ai lavori pubblici, parlamentare italiano ed ottenne la carica di pro sindaco della città di Palermo tra il 21 gennaio del 1904 fino alla sua morte avvenuta il 12 febbraio dell’anno successivo. Tra le opere pubbliche a lui attribuite a Palermo troviamo il risanamento di alcuni rioni storici quali: Conceria, Stazzone, Itria, S.Antonino; il completamento del teatro Massimo; il completamento della via Roma; la costruzione del primo ospedale moderno; l’apertura di lidi per i meno abbienti; la strada carrabile verso il santurario si Monte Pellegrino, la creazione della villa a lui dedicata dopo la morte. Villa Bonanno

Salvatore Lo FortePittore, nato nel 1809 e morto nel 1885. La sua prima formazione risente fortemente dell’influenza del Novelli, del quale studi?a lungo le opere. A Roma fu allievo di Camuccini e studi?le opere di Raffaello, Michelangelo, Domenichino e Caravaggio. Conobbe artisti importanti come Ingres ed Hayez. Fu istintivamente portato all’analisi del segno e alla robustezza cromatica. Nel 1837 fu eletto direttore dell’Accademia del nudo di Palermo al posto di Vincenzo Riolo. In quel periodo  eseguì numerosi ritratti con scelte stilistiche che segnano un passaggio dal neoclassicismo al realismo, evidente anche nei dipinti a carattere sacro e conobbe un grande successo. Per queste scelte fu invece assai criticato dai neoclassici, poi, come scrive Maria Accascina, progressivamente rallenta la sua attività e si occupò solo della scuola del nudo. Sue opere si trovano in diverse collezioni private, alla Galleria d’arte moderna e alla chiesa di S. Ignazio Martire. E sepolto nel cimitero di S. Maria di Gesù a Palermo. Villa Bonanno

Salvatore Lo Forte pittore Villa Bonanno

Gaetano Bucceri di Aidone che romanamente pugnando sìimmolava per la grandezza d’Italia. La Patria. villa Bonanno

Gaetano Bucceri di Aidone che romanamente pugnando sìimmolava per la grandezza d’Italia. La Patria. Villa Bonanno

Scultura in bronzo di Innocenzo Vigoroso architetto, scultore e pittore di origini siciliane che permette di avvicinarsi al significate assunto dalla danza nelle diverse culture.

Scultura in bronzo di Innocenzo Vigoroso architetto, scultore e pittore di origini siciliane che permette di avvicinarsi al significate assunto dalla danza nelle diverse culture.

Leone del teatro Massimo

Leoni del Teatro Massimo: Leone in bronzo di sinistra sormontato dall’allegoria la Tragedia, e dello scultore Rutelli il Leone destra, invece e dello scultore Benedetto Civiletti

Leone di destra

Leone di destra

Leone di destra

Leone di sinistra

Leone di destra

Leone di sinistra

Busto di G.Verdi 1902 Giardino del teatro Massimo di Palermo Progettato da Ernesto Basile

Busto di G.Verdi 1902 Giardino del teatro Massimo di Palermo Progettato da Ernesto Basile opera di Antonio Ugo

L'Eroe Elimo è una scultura bronzea post-moderna, realizzata dallo scultore polacco Igor Mitoraj nel 2007 per la città di Palermo. La scultura, di ispirazione greca, mostra il corpo incompleto (mancano gli arti e la parte superiore della testa) di un soldato Elimo, popolazione che sarebbe approdata in Sicilia nel 1183 a.C. dopo la distruzione di Troia. Davanti al corpo è posto uno scudo con al centro una testa di Gorgone.

L’Eroe Elimo è una scultura bronzea post-moderna, realizzata dallo scultore polacco Igor Mitoraj nel 2007 per la città di Palermo. La scultura, di ispirazione greca, mostra il corpo incompleto (mancano gli arti e la parte superiore della testa) di un soldato Elimo, popolazione che sarebbe approdata in Sicilia nel 1183 a.C. dopo la distruzione di Troia. Davanti al corpo è posto uno scudo con al centro una testa di Gorgone. Monumento istallato a Piazza Marina

Ignazio Caramanna

Ignazio Caramanna Medaglia d’oro al valor civile “In occasione del terribile scoppio di un deposito clandestino di eplodenti in via Lattarini, dimostrava un infaticabile ed ammirevole energia, oculatezza ed abilità nel difficile e pericolosissimo lavoro di salvataggio di numerosi infelici, rimasti sepolti sotto le macerie, esponendo con coraggio la propria vita a grave rischio. Palermo, 19-23 dicembre 1907.”

Ignazio Caramanna

Ignazio Caramanna

Ignazio Caramanna

Ignazio Caramanna

Ignazio Caramanna

Ignazio Caramanna

Edmondo De Amicis   Nato a Oneglia sulla costa ligure nel 1846, Edmondo De Amicis studiò da Ufficiale, partecipò alla battaglia di Custoza e prese parte alla Breccia di Porta Pia. Successivamente passò al giornalismo viaggiando per tutta Europa. Divenne celebre con il libro “Cuore” e scrisse altre numerose opere. Morì nel 1908.

Edmondo De Amicis Nato a Oneglia sulla costa ligure nel 1846, Edmondo De Amicis studiò da Ufficiale, partecipò alla battaglia di Custoza e prese parte alla Breccia di Porta Pia. Successivamente passò al giornalismo viaggiando per tutta Europa. Divenne celebre con il libro “Cuore” e scrisse altre numerose opere. Morì nel 1908. Istallato nel giardino inglese di Palermo

Edmondo De Amicis

Edmondo De Amicis

Edmondo De Amicis

Cesare Battisti Laureatosi in Geografia a Firenze, militò nel Partito Socialista e diffuse le sue idee dal giornale Il Popolo. Nel 1911 fu rappresentante del Trentino nel Parlamento di Vienna. Nel 1914 fu eletto deputato nella Dieta regionale di Innsbruck. Allo scoppio della I Guerra Mondiale passò in Italia propagandando l’intervento contro l’Austria. Vestì poi la divisa militare italiana. Fatto prigioniero dagli austriaci sul Monte Corno, fu processato per direttissima e impiccato per alto tradimento. Busto istallato nel Giardino Inglese

Cesare Battisti

Cesare Battisti

Cesare Battisti

Cesare Battisti

Benedetto Civiletti

Benedetto CivilettiScultore, nato nel 1845 e morto nel 1899. Viene considerato fra i più significativi esponenti del Verismo in Sicilia. Fu allievo di Benedetto De Lisi senior e, a Firenze, di Giovanni Dupré, al quale rimase sempre legato stilisticamente. Autore di ritratti, opere d’ispirazione letteraria e patriottica e di monumenti sepolcrali, espose spesso in importanti rassegne nazionali ed estere, ottenendo numerosi riconoscimenti. La sua produzione plastica fu vasta e riscosse ampi consensi fra i suoi contemporanei. Fra le sue sculture più celebri si ricordano i Canaris a Scio, oggi al Giardino inglese di Palermo, gruppo marmoreo celebrativo dell’indipendenza greca, acquistato dal re Umberto per donarlo al Municipio di Palermo; La battaglia di Dogali,  L’ultima ora di Missolungi, il Monumento equestre a Vittorio Emanuele II,  Dogali(raccolta di gessi di palazzo Ziino, dove sono esposti molti bozzetti dell’artista), Il pifferaio, bronzo conservato alla Galleria d’arte moderna di Palermo. Marmi e bronzi di sua mano si trovano a Palazzo delle Aquile e in varie ville, vie e piazze di Palermo. A Montecitorio è esposto un bronzo raffigurante Giulio Cesare. Il suo ultimo lavoro fu la Tragedia, uno dei due leoni bronzei posti a lato della scalinata del Teatro Massimo di Palermo,  l’altro è opera di Mario Rutelli. Benedetto Civiletti fu il maestro del fratello Pasquale,  nato nel 1859 e morto nel 1948. L’attività artistica di quest’ultimo fu soprattutto incentrata sulla ritrattistica, genere nel quale conseguì lusinghieri successi per la capacità di riprodurre il soggetto con vivacità, somiglianza e scavo psicologico. Tra i suoi ritratti sono da citare i busti del giureconsulto Vincenzo Errante nella Chiesa di S. Domenico, di Giacomo Leopardi a Villa Giulia, di Vincenzo Bellini nel Teatro Massimo, del fratello Benedetto, diCesare Battisti al Giardino Inglese, di Michele Amato Pojero e di Nicolò Turrisi al Palazzo municipale. Da ricordare anche la statua di Giovanni Meli a piazza Lolli e il Monumento a Giuseppe Verdi, circondato da quattro statue rappresentanti le sue opere più emblematiche Aida, Falstaff, Otello e Forza del destino  a New York, inaugurato nel 1906 alla presenza di Giacomo Puccini. Numerosi anche i monumenti sepolcrali realizzati dallo scultore. Un suo bronzo dal titolo I senza tetto si trova nel giardinetto di piazza Castelnuovo sempre a Palermo. Busto istallato al Giardino Inglese

Benedetto Civiletti

Antonio Ugo mostra la scultura di Luigi Pirandello che poi sistemata al Giardino Inglese

Antonio Ugo mostra la scultura di Luigi Pirandello che poi sistemata al Giardino Inglese

Luigi Pirandello (1867 – 1936) Scrittore e drammaturgo italiano, premio Nobel per la letteratura.

Luigi Pirandello (1867 – 1936) Scrittore e drammaturgo italiano, premio Nobel per la letteratura. Busto istallato nel Giardino Inglese

Luigi Pirandello (1867 – 1936) Scrittore e drammaturgo italiano, premio Nobel per la letteratura.

Luigi Pirandello (1867 – 1936)

I Kanaris Per anni ritenuti amici fraterni, ricerche più recenti hanno stabilito, con buona attendibilità, che solo uno è Kanaris: Costantino. Il suo compagno di ventura, viene indicato da documenti storici, come Giorgio Pepinis,entrambi eroi della lotta per l’indipendenza ellenica contro gli ottomani(1822). La Statua, opera dello scultore palermitano Benedetto Civiletti, venne premiata con medaglia d’oro,a Parigi,nel 1878. Acquistata da Re Umberto I, venne donata successivamente al Municipio di Palermo. Scultura istallata nel Giardino Inglese

I Kanaris    Per anni ritenuti fratelli, ricerche più recenti hanno stabilito, con buona attendibilità, che solo uno è Kanaris: Costantino. Il suo compagno di ventura, viene indicato da documenti storici, come Giorgio Pepinis,entrambi eroi della lotta per l'indipendenza ellenica contro gli ottomani(1822).  La Statua, opera dello scultore palermitano Benedetto Civiletti, venne premiata con medaglia d'oro,a Parigi,nel 1878. Acquistata da Re Umberto I, venne donata successivamente al Municipio di Palermo.

I Kanaris

I Kanaris

I Kanaris

I Kanaris

Josè Enrique Rodò Filosofo e scrittore uruguayano, morì mentre era ospite al Grand Hotel et des Palmes di Palermo. Le sue idee si contrapponevano al materialismo già allora imperante che si incarnava nella grande industria statunitense protesa ad estendere i suoi interessi e la sua cultura nell'America latina. Espresse queste sue opinioni nel saggio Ariel.

Josè Enrique Rodò Filosofo e scrittore uruguayano, morì mentre era ospite al Grand Hotel et des Palmes di Palermo. Le sue idee si contrapponevano al materialismo già allora imperante che si incarnava nella grande industria statunitense protesa ad estendere i suoi interessi e la sua cultura nell’America latina. Espresse queste sue opinioni nel saggio Ariel. Busto istallato nel Giardino Inglese

Josè Enrique Rodò

Josè Enrique Rodò

Josè Enrique Rodò

Josè Enrique Rodò

Scultura del Rutelli denominata:

Scultura del Rutelli denominata: “bambini che giocano tra gli scogli”, che sembrano quasi sorpresi dallo scultore nell’atto di giocare tra gli spruzzi d’acqua. Scultura istallata nella fontana del Giardino Inglese

“Bambini che giocano tra gli scogli”

“Bambini che giocano tra gli scogli”

“Bambini che giocano tra gli scogli”

“Bambini che giocano tra gli scogli”

Bronzo di Giovanni Nicolini, 1960. << … la notizia della morte del ragazzo era già corsa fra quei soldati prima che lasciassero gli accampamenti. Il sentiero, fiancheggiato da un rigagnolo, passava a pochi passi di distanza dalla casa. Quando i primi ufficiali del battaglione videro il piccolo cadavere disteso ai piedi del frassino e coperto dalla bandiera tricolore, lo salutarono con la sciabola; e uno di essi si chinò sopra la sponda del rigagnolo, ch’era tutta fiorita, strappò due fiori e glieli gettò. Allora tutti i bersaglieri via via che passarono, strapparono dei fiori e li gettarono al morto. In pochi minuti il ragazzo fu coperto di fiori e ufficiali e soldati gli mandavano tutti un saluto passando- Bravo, piccolo lombardo! – Addio ragazzo ! – A te biondino ! – Evviva – Gloria – Addio – Un ufficiale gli gettò la sua medaglia al valore, un altro andò a baciargli la fronte. E i fiori continuavano a piovergli sui piedi nudi, sul petto insanguinato, sul capo biondo. Ed egli dormiva la nell’erba, ravvolto nella sua bandiera, col viso bianco e quasi sorridente, povero ragazzo, come se sentisse quei saluti, e fosse contento d’aver dato la vita per la sua Lombardia. >> (Edmondo De Amicis, “Cuore – La piccola vedetta lombarda”). Scultura istallata nel Giardino Inglese

La piccola Vedetta lombarda

La piccola Vedetta lombarda

Mariano Stabile (Palermo, 12 maggio 1888 – Milano, 11 gennaio 1968) è stato un baritono italiano. Studiò al Conservatorio di Santa Cecilia a Roma, sotto la guida di Antonio Cotogni, e debuttò nel 1909 nella sua città natale nella Bohème e nell'Aida. Negli anni successivi si esibì sia in Italia che all'estero ma il grande successo giunse nel 1921 quando Arturo Toscaninilo chiamò alla Scala di Milano per interpretare il ruolo di protagonista del Falstaff verdiano (opera che aveva già interpretato nel 1918 a Buenos Aires, ma nel ruolo di Ford). Proprio Falstaff diventò il suo cavallo di battaglia, impersonato circa 1200 volte nei teatri di tutta Europa. Il periodo tra le due guerre fu quello di massimo splendore per il baritono siciliano. Tra le sue interpretazioni dell'epoca va anche citata la prima del Belfagor di Respighi, nel 1923 alla Scala. Abbandonò le scene nel 1959 e negli ultimi anni si dedicò all'insegnamento tenendo un corso presso il conservatorio di Pesaro. Nonostante alcune insufficienze nella voce (estensione limitata e timbro quasi tenorile), le sue interpretazioni furono sempre lineari, la sua dizione perfetta e la sua presenza scenica notevolissima.

Mariano Stabile (Palermo, 12 maggio 1888 – Milano, 11 gennaio 1968) è stato un baritono italiano.Studiò al Conservatorio di Santa Cecilia a Roma, sotto la guida di Antonio Cotogni, e debuttò nel 1909 nella sua città natale nella Bohème e nell’Aida. Negli anni successivi si esibì sia in Italia che all’estero ma il grande successo giunse nel 1921 quando Arturo Toscaninilo chiamò alla Scala di Milano per interpretare il ruolo di protagonista del Falstaff verdiano (opera che aveva già interpretato nel 1918 a Buenos Aires, ma nel ruolo di Ford). Proprio Falstaff diventò il suo cavallo di battaglia, impersonato circa 1200 volte nei teatri di tutta Europa. Il periodo tra le due guerre fu quello di massimo splendore per il baritono siciliano. Tra le sue interpretazioni dell’epoca va anche citata la prima del Belfagor di Respighi, nel 1923 alla Scala. Abbandonò le scene nel 1959 e negli ultimi anni si dedicò all’insegnamento tenendo un corso presso il conservatorio di Pesaro. Nonostante alcune insufficienze nella voce (estensione limitata e timbro quasi tenorile), le sue interpretazioni furono sempre lineari, la sua dizione perfetta e la sua presenza scenica notevolissima. Scultura istallata nel Giardino Inglese

Mariano Stabile

Mariano Stabile

Giovanni Corrao

Giovanni Corrao Patriota garibaldino, nato a Palermo il 17 novembre 1822 e morto il 3 agosto 1863. Fu una delle figure più emblematiche del risorgimento siciliano. Di umili origini (era calafato nel porto di Palermo), fu un irriducibile avversario dei Borboni, contro i quali cospirò in moltissime occasioni. Conobbe la prigione e l’esilio e nel novembre 1858, durante un soggiorno a Malta, iniziò una corrispondenza con Rosolino Pilo che si trovava a Londra e con il quale decise di organizzare una spedizione in Sicilia. I due patrioti, definiti “i dioscuri del Sessanta”, partirono da Genova il 23 marzo 1860 e sbarcarono a Messina il 12 aprile, otto giorni dopo l’infelice conclusione del moto della Gancia. Giunti nei pressi di Palermo, organizzarono numerose squadre di volontari in attesa dell’arrivo di Garibaldi. Dopo la morte dell’amico, Corrao entrò a Palermo con i Mille e successivamente partecipò a tutta la campagna nell’Italia meridionale fino a quella del Volturno. Garibaldi lo nominò generale. Dopo l’unità d’Italia, entrò nell’esercito italiano con il grado di colonnello, ma si dimise ben presto perché non condivideva la politica governativa nei riguardi della Sicilia. Fu ancora vicino a Garibaldi nell’  impresa di Aspromonte. Tornato a Palermo, rimase coinvolto nella reazione contro i seguaci di Garibaldi e la mattina del 3 agosto 1863, mentre tornava dalla sua campagna di S. Ciro, a Maredolce, fu ucciso in un agguato da sicari rimasti sempre sconosciuti. Busto istallato nella Villa Garibaldi a Piazza Marina

Giovanni Corrao

Giovanni Corrao
Giovanni Corrao

Giovanni Corrao

Giuseppe Garibaldi

Giuseppe Garibaldi nacque a Nizza il 4 luglio 1807 e si spense nell’Isola di Caprera il 2 giugno 1882. È stato un generale un valoroso condottiero e patriota italiano. Giuseppe Garibaldi è considerato da tutti una delle figure fondamentali del Risorgimento italiano, nell’immaginario collettivo degli italiani è considerato il personaggio storico più famoso e popolare. In Italia è noto anche con l’appellativo di Eroe dei due mondi, per le sue gesta militari compiute sia in Sud America che in Europa. Busto istallato nella Villa Garibaldi a lui dedicata, alla Marina

Giuseppe Garibaldi

Giuseppe Garibaldi
Giuseppe Garibaldi

Giuseppe Garibaldi

Nicola Balcescu

Nicola Balcescu Storico, di idee libertarie. Nel 1848 era a Parigi, sulle barricate degli insorti. Poi tornò a Bucarest, per partecipare alla rivolta nella sua città. Al fallimento dei moti andò in esilio, fino a morire a Palermo, in una stanza dell’hotel Trinacria. Busto Istallato nella Villa Garibaldi alla Marina

Nicola Balcescu

Nicola Balcescu

Nicola Balcescu

Nicola Balcescu

Alcysio Tukory

Alcysio Tukory Patriota ungherese che si unì alle truppe di Garibaldi nella spedizione dei Mille. Il suo nome anagrafico era Spiegel, ma odiava tanto gli austriaci che volle cambiarlo nel corrispettivo ungherese Tüköry: nelle due lingue i due nomi significano “specchio” (come risulta chiaro da questa epigrafe bilingue). Il nome Lajos corrisponde al nostro Luigi. Busto Istallato nella Villa Garibaldi alla Marina

Alcysio Tukory

Alcysio Tukory

Alcysio Tukory

Alcysio Tukory

Giuseppe La Masa

Giuseppe La Masa- Uomo politico  (Trabia 1819 – Roma 1881)  Emigrato nel 1844 per motivi politici, pubblicò (1847) a Firenze l’opuscolo I popoli del regno delle Due Sicilie ai fratelli italiani, che voleva essere un incitamento alla rivolta; rientrato in Sicilia, fu l’anima dell’insurrezione palermitana del 12 aprile 1848. Prese attivamente parte alla difesa militare dell’isola (difesa di Messina contro le truppe di G. Filangieri), pur recandosi spesso sul continente, prima come capo dei volontari siciliani nella prima guerra d’indipendenza, poi in missione diplomatica e per accordarsi con Garibaldi allo scopo di agire simultaneamente contro Napoli dal nord e dal sud.  Restaurati i Borboni in Sicilia, fu a Malta, a Parigi e infine a Torino, dove pubblicò i Documenti sulla rivoluzione siciliana. Espulso (1869) dalla Toscana da Ricasoli per le sue idee rivoluzionarie, partecipò alla spedizione dei Mille, prezioso organizzatore delle forze locali, e svolse una missione in Italia per raccogliere aiuti all’impresa. Maggiore generale nell’esercito regio, deputato dall’8° alla 10° legislatura, militò nella sinistra.  Busto Istallato nella Villa Garibaldi alla Marina. Autore della scultura fu Benedetto Civiletti 1882

Giuseppe La Masa

Giuseppe La Masa

Giuseppe La Masa

Giuseppe La Masa

Enrico Albanese

Enrico Albanese(Palermo, 11 marzo 1834 – Napoli, 5 maggio 1889) è stato un patriota e chirurgo italiano, direttore della clinica chirurgica dell’università della sua città natale, uno dei primi a credere nell’antisepsi in chirurgia. Patriota, partecipò alle campagne del 1860, 1862, 1866 e 1867. Era il medico di Giuseppe Garibaldi, del quale curò le ferite riportate in Aspromonte e nella battaglia di Monte Suello. Riposa nella tomba del cimitero di santa Maria di Gesù a Palermo, sua città natale, dove gli è stata intitolata una via ed un giardino porta il suo nome in piazza Marina (dove è stato posto un busto che lo ritrae). Sempre nel capoluogo siciliano un ente ospedaliero porta il suo nome. Busto Istallato nella Villa Garibaldi alla Marina

Enrico Albanese

Enrico Albanese

Enrico Albanese

Enrico Albanese

S

San Cristoforo, martire in Licia nel 250, durante la persecuzione dell’imperatore Decio, fu uno dei «quattordici santi ausiliatori», colui che avrebbe portato sulle spalle un bambino, che poi si rivelò Gesù. Il testo più antico dei suoi Atti risale all’VIII secolo. In un’iscrizione del 452 si cita una basilica dedicata a Cristoforo in Bitinia. Cristoforo fu tra i santi più venerati nel Medioevo; il suo culto fu diffuso soprattutto in Austria, in Dalmazia e in Spagna. Chiese e monasteri si costruirono in suo onore sia in Oriente che in Occidente. Statua in Anticoradal ( Alluminio ) eseguito dallo scultore Benedetto De Lisi Junior nel 1920, istallato accanto al Palazzo delle Poste
San Cristoforo

San Cristoforo

San Cristoforo

San Cristoforo

s

San Cristoforo

s

San Cristoforo

Domenico Ponzi, Fante caduto, monumento ai postelegrafonici caduti della patria Luogo del monumento Palazzo delle Poste di Palermo

Domenico Ponzi, Fante caduto, monumento ai postelegrafonici caduti della patria Luogo del monumento Palazzo delle Poste di Palermo opera Benedetta Marinetti

Domenico Ponzi

Domenico Ponzi

Domenico Ponzi

Domenico Ponzi

Carlo Cottone

Il monumento  Carlo Cottone Per iniziativa di F. Paolo Perez e il sindaco Antonio Starrabba, marchese di Rudinì, il 24 ottobre 1868 venne deciso dalla Giunta municipale, in occasione del 25° anniversario della convocazione del Parlamento siciliano, un monumento a Carlo Cottone principe di Castelnuovo e di Villermosa, nato a Palermo il 30 settembre 1756 da una famiglia delle più nobili famiglie siciliane. Detto monumento, progettato dall’architetto G.B. Palazzotto e scolpito da Domenico Costantino, fu costruito nel vasto piano di Sant’Oliva, che in onore del grande patriota e uomo di stato, venne denominata piazza Castelnuovo. Il monumento, solennemente inaugurato il 25 marzo 1873, venne ubicato di fronte a quello preesistente di Ruggiero Settimo, cosicchè le venerande figure dei due uomini illustri restarono entrambe presenti nella memoria dei posteri, spettatori immobili e silenziosi posti al centro della città, come volessero proseguire le loro opere, uniti, come in vita nella difesa dei diritti del popolo siciliano. Carlo Cottone, primo tra i baroni che rinunciarono ai propri diritti feudatari, fu ministro delle Finanze nel 1812 e fondò nella sua tenuta di San Lorenzo Colli l’Istituto Agrario Villa Castelnuovo, destinato ad avviare i giovani agricoltori alle nuove tecniche della botanica. Egli, dopo aver donato tutti i suoi beni ai poveri, stabilì per testamento di assegnare quarantamila onze a quell’uomo che avrebbe indotto il re Ferdinando IV di Borbone a restituire alla Sicilia la sua Costituzione, dichiarando inoltre che dopo la sua morte il suo cadavere fosse destinato all’Università di Palermo, per essere utilizzato nelle dimostrazioni di anatomia il seguito ad una lunga ed incurabile malattia, e dopo aver più tentato più volte il suicidio, egli morì il 29 dicembre 1829 nella sua città natale.

Carlo Cottone

Carlo Cottone

Ruggiero Settimo

Il monumento a Ruggiero Settimo Scolpito da Benedetto De Lisi nel 1865, questo bel monumento dedicato a Ruggiero Settimo fu sistemato, su progetto G. Damiani Almeyda, nella piazza a lui intitolata, in posizione splendidamente isolata e in asse con l’ingresso principale del Teatro Politeama. Realizzato in marmo bianco di Carrara e delimitato da una Artistica cancellata in ferro, il suddetto monumento fu solennemente inaugurato il 12 gennaio 1865 dal prefetto della città, marchese Gualterio, alla presenza delle massime autorità cittadine, della guarnigione della Guardia Nazionale, dell’equipagio della regia fregata Tancredi, degli alunni del Collegio della Marina e quelli dell’istituto Agrario Villa Castelnuovo. Iugero Settimo, nato il 19 Maggio 1778 dalla nobile famiglia dei principi di Fitalia, fu nel 1829 esecutore testamentario del suo amico Carlo Cottone, Principe di Castelnuovo, per la cui volontà inaugurò nel 1847 l’Istituto Agrario Villa Castelnuovo . sui lati del piedistallo ddel monumento sono riportate le date che indicano le tappe più importanti della sua vita: 1812, 1820, 1848. Dopo avere militato in gioventù nella marina borbonica come ufficiale, nel 1812 fu ministro della Guerra e della Marina, ma si dimise quando Ferdinando IV tradì la Costituzione siciliana; nel 1820 fu membro della Giunta provvisoria di tranquillità e sicurezza; nel 1848 fu capo del Governo rivoluzionario antiborbonico, inaugurando il 25 marzo dello stesso anno il nuovo Parlamento nella chiesa di San Domenico, dal quale fu acclamato presidente del Regno e “Padre della Patria”. Soffocata la rivoluzione antiborbonica del 1848, partì esule per Malta, da dove non fece più ritorno. Nel 1861 Vittorio Emanuele II lo insignò del collare della S.S. Annunziata e lo nominò primo Presidente del Senato italiano. Dopo la morte, avvenuta a Malta il 2 maggio 1863, una nave da guerra trasportò a Palermo le sue spoglie, che furono tumulate nella chiesa di San Domenico, dove un gran monumento, scolpito da Domenico Costantino e Salvatore Valenti, ne celebra la memoria.

Ruggiero Settimo

Ruggiero Settimo

L’allegoria del lavoro Opera di Benedetto Civiletti.

L’allegoria del lavoro Opera di Benedetto Civiletti.

L’allegoria del lavoro Opera di Benedetto Civiletti.

I senza tetto opera dello scultore Pasquale Civiletti

I senza tetto opera dello scultore Pasquale Civiletti

I senza tetto opera dello scultore Pasquale Civiletti

Monumento dedicato alla Nautica Opera di Mario Rutelli 1894

Monumento dedicato alla Nautica Opera di Mario Rutelli 1894

Monumento dedicato alla Nautica Opera di Mario Rutelli 1894

Responses

  1. Buonasera,
    ho notato l’errore che avete commesso scambiando il busto del re Umberto I° detto il “re buono” ( riconscibile dai grandi baffi che portava) con quello del busto di suo padre Vittorio Emanuele II° detto il “re galantuomo”. Credo di non sbagliare, comunque controllate anche le foto d’epoca o i dipinti.

    Saluti Maurizio.

    Grazie per avermi fatto notare l’errore sono stato superficiale a non controllare la scultura segnalata da un impiegato delle poste dicendomi che in un piano delle Poste Centrali c’era un busto di Vittorio Emanuele ed io in fede ho pubblicato come V.Emanuele

  2. …..viele interessante Fotos aus Palermo Stadt……Kultur und Kunst

  3. Umberto Primo …..Basta … Re Buono … no …fu quello che Diede la medaglia a Bava Beccaris .. per aver cannoneggiato il Popolo che protestava sulla tassa che aveva istituito sul Macinato

  4. Giuseppe La Masa…..Espulso (1869) dalla Toscana da Ricasoli per le sue idee rivoluzionarie, partecipò alla spedizione dei Mille, ….
    Mi scusi, ma la spedizione dei Mille avvenne prima, nel 1861, forse c’è qualche incongruenza.
    La saluto, Pasquale d’Auria

  5. Sul perimetro di piazza Castelnuovo, sono presenti 5 piedistalli con 4 statue.
    L’allegoria del lavoro, I senza tetto, la Nautica sul lato parallelo a via Libertà e il Balilla e “???” sul lato diciamo di via Dante. I punti interrogativi rappresentano un piedistallo sul quale manca la relativa statua. Circa nel 2006 ho assistito personalmente ad una curiosa scena nella quale i vigili urbani recintavano e poi sovrintendevano alla “trasloco” della suddetta statua. Di che si trattava? Che fine ha fatto? Cercando su internet ne è scomparsa anche la traccia..strano no?

    • la statua rappresentava due donne il monumento era titolato le comari finalmente e stata ricollocata nel proprio piedistallo

  6. Sono curioso di sapere da dove ricavi tutti i dati storici dei personaggi che fotografi,c’è forse qualche libro dedicato ai personaggi storici palermitani???? In riferimento al commento di Andrea,mi ricordo perfettamente anch’io delle opere di cui parla ed anch’io vorrei sapere che fine ha fatto quella statua. Vedi se puoi farci sapere qualcosa. Complimenti per il sito:sempre più completo e interessante specialmente per me che Palermo l’adoro e ce l’ho sempre nel cuore. Grazie Claudio e…..Ciao Nino La Diega

  7. Bellissimo sito, complimenti.
    Sono stato a Palermo per la prima volta nella mia vita lo scorso mese di giugno e l’ho trovata bellissima. Anche la “decadenza” può essere “magnifica”, quando non degenera nel degrado che è pur sempre in agguato. Nell’insieme è una città che dà un’idea di grandiosità, di “capitale”.
    Nel cortile dell’Università (facoltà di giurisprudenza), in una nicchia, vi è un busto in marmo di Giacomo Leopardi, lì collocato per il centenario della nascita del Poeta: mi chiedo chi ne sia l’autore…
    Un saluto
    Corrado Calò

  8. Bravo Claudio. Grazie per quello che ci hai donato. Spero che tu possa continuare la tua opera. Sono tante le eccellenze dimenticate della storia di Palermo. Penso ad esempio a Giovan Battista Guccia, che fonda il Circolo Matematico di Palermo, allora il più famoso e prestigioso al mondo, a Stanislao Cannizzaro, uno dei padri della Chimica, a tante figure della famiglia Florio. Il ricordo di queste eccellenze può dare, sopratutto ai ragazzi, stimoli per un orgoglioso futuro.

  9. Buona la carrellata su monumenti poco noti alla stragrande maggioranza dei palermitani (la loro ignavia sulla propria città è proverbiale!) la mia passione per Palermo ormai è sessantennale! gradirei sapere qual cosa in più sul “Genio” di via Oreto confesso che non lo conoscevo. Credo sarebbe il dodici o tredicesimo tra le varie rappresentazioni più o meno note.
    Grazie anticipate.

    • ce ne sono altri due nella cattedrale all’ingresso uno e a destra e altro a sinistra sono all’angolo di sotto

  10. complimenti per l’opera di divulgazione!
    saprebbe dirmi se è mai esistito un busto del cavaliere Pietro Bottalla tra gli arredi della villa Bonanno, dalla quale sarebbe stato poi rimosso?

    • spiacente a non potere rispondere a questa domanda

  11. Grazie per la risposta, comunque ho contato quanti “Genio” conosco, sono arrivato a ben 15! sono sicuro che qualche altro verrà fuori, magari all’interno di qualche palazzo nobiliare a riparo di … occhi indiscreti. Sarebbe auspicabile che chi ne conoscesse l’esistenza lo rendesse pubblico.
    Purtroppo ho una nota da fare; il busto di Mariano Stabile non è dedicato al ben noto baritono palermitano, bensì all’omonimo politico e patriota che fu anche sindaco di questa città, (1806 – 1863).
    Comunque complimenti per la sua lodevolissima iniziativa, Le offro la mia, pur modesta collaborazione in merito alla storia della nostra, aihmè poco amata, Palermo.

    • io sono stato sempre affascinato dalle sculture sia marmoree che di bronzo pultroppo non sono uno storico ma nel mio piccolo ho scoperto che sto facendo una cosa grande, fare conoscere non solo i personaggi che rappresentano ma anche gli artisti che hanno fatto queste opere d’arte

  12. Thank you for this informative blog. Clemente Ravetto was my grandfather.

  13. Grazie per averci illustrato tanti monumenti poco noti alla maggioranza dei palermitani.

  14. Mi chiamo Ada Civiletti e sono la pronipote dello scultore palermitano Benedetto Civiletti, Grazie per aver pubblicato parte dei suoi lavori (e di altri grandi artisti) Finalmente qualcuno che si prende cura dell’arte italiana un po’ dimenticata,

    • e un piacere avere ricevuto il suo commento ed è ancora più bello riceverlo dalla parente diretta

  15. So che esiste un busto di mio nonno materno geraci Salvatore al municipio di Palermo ai tempi fu cavaliere sindaco etc vorrei saperne di piu’

  16. Piccola precisazione: Giovanni Nicolini, scultore palermitano autore de “La piccola vedetta lombarda”, non può averla eseguita nel 1960 perché deceduto a Roma nel 1956, inoltre, a mia diretta memoria, il monumento fu installato nei primissimi anni ’50 ne deriva che sia stato eseguito prima della data riportata anche su alcune “guide di Palermo”. Unica possibilità che tale data sia giusta, è che l’autore possa essere stato uno dei figli di Giovanni.
    La ringrazio anticipatamente per una sua cortese risposta in merito, e sempre congratulazioni per l’interessante sito.

    • grazie di avere visionato il mio blog, io ripeto come ho sempre detto a tutti quelli che mi hanno fatto notare qualche errore, io non sono uno storico, le notizie dei personaggi e degli autori dei monumenti mi sono documentato su internet

      • Carissimo Sig. Pezzillo,
        lungi dalla mia volontà volerle fare un appunto su quanto sopra, voleva essere solo una precisazione su constatazioni di ciò che viene scritto su molte guide turistiche, che possono trarre in inganno chi, magari, non addentro su certi argomenti; questo è del tutto naturale e normale. Ho approfittato della sua deliziosa rubrica per precisare sull’argomento. Così come, e qui ne approfitto ancora, sempre in moltissime guide di Palermo si trova: “gruppo dei fratelli Canaris a Scio” (parlando del monumento marmoreo di Benedetto Civiletti allocato nell’edicola del Giardino Inglese), ebbene l’autore volle fissare un particolare episodio della guerra greco-turca raffigurandovi i due protagonisti Costantino Canaris e Giorgio Pepinis che erano soltanto due amici combattenti e non fratelli. Purtroppo, spesso, una banalissima svista viene ripresa e riporta senza voler far torto a nessuno, ma si prende per buono quello che viene stampato anche su pubblicazioni di certa levatura.
        Rinnovandole sempre la mia stima per quanto stia facendo per far conoscere ai Palermitani (ignavi) alcuni aspetti della nostra città che moltissimi non conoscono.
        Rimango sempre a sua disposizione, per quanto io possa, per eventuali chiarimenti o curiosità riguardanti la nostra bella e disamata Palermo.

      • modifica fatta grazie al tuo intervento

  17. salve, sto cercando notizie ed opere eseguite da Giovanni Rosone, sa per caso quali siano??? grazie

    • Mi dispiace non lo conosco, e mai sentitone parlare o letto; ma di quale periodo storico dovrebbe essere, in che campo artistico si è distinto?
      Attendo chiarimenti

  18. Su internet ho trovato un Giovanni Rosone di Palermo nato nel 1910 e morto nel 2001 – scultore. Probabilmente è lo stesso del quale si cercavano notizie. Vi sono sia alcune foto dell’artista che altre delle sue opere.
    Più di tanto non sono riuscito a trovare.


Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: