Foto storiche di Palermo

Villa Lanterna

Villa Lanterna

Basilica di San Francesco

Basilica di San Francesco

Il mercato degli Aragonesi

Il mercato degli Aragonesi edificato nel 1874 nell’area di risulta del vecchio rione Aragonese sventrato in quegli anni. Doveva sostituire il popolare mercato del Capo. Quando l’autorità comunale si rese conto che ciò non era possibile lo ingrandì verso via S.Agostino e lo utilizzò come struttura sanitaria. Nella foto come si presentava prima dell’ampliamento suddetto.

Villa Alliata anni 50

Villa Alliata anni 50

Tonnara Florio ...anni 30.

Tonnara Florio …anni 30.

Vecchie rotaie del tram  Piazza Marina

Vecchie rotaie del tram Piazza Marina

Fontana con il Genio di Palermo villa Giulia anno 1865

Fontana con il Genio di Palermo villa Giulia anno 1865
Colonna d'Ercole alla Favorita. anno 1865

Colonna d’Ercole alla Favorita. anno 1865

Cinema Excelsion Modernissimo anno 1960 in via Mariano Stabile demolito nel 1970

Cinema Excelsion Modernissimo anno 1960 in via Mariano Stabile demolito nel 1970

Villa Alliata anni 50

Villa Alliata anni 50

Palazzo della Cuba

Palazzo della Cuba

Palermo 1922 Santuario Santa Rosalia

Palermo 1922 Santuario Santa Rosalia

Tribuna dell'incoronazione

Tribuna dell’incoronazione

palazzo reale

Palazzo Reale da notate l’orologio oggi non più esistente

Monumento Filippo V

Monumento Filippo V

Chiesa della Catena con la porta della dogana

Chiesa della Catena con la porta della dogana

Fontane Porta Nuova

Porta Nuova con le due fontane ai lati (dal manoscritto Teatro geografico antiguo  moderno del regno di Sicilia del 1686). Queste fontane scomparvero nel 1835 perchè molto danneggiate dal sisma del 5 marzo 1823.

Museo Nazionale

Museo Nazionale

castello-utveggio

Castello Utveggio

Dal belvedere dal Castello Utveggio 1957

Castello Utvegio

Castello Utvegio

Castello Utvegio visto d'alto

Castello Utvegio visto d’alto

Un altro bel panorama di Palermo a metà del 900 dal Castello Ultiveggio

Castello Utveggio

Il Castello nasce da un idea del Cavaliere Michele Utveggio, costruttore, come grande albergo esclusivo. Il Grand Hotel Utveggio fu inaugurato nel 1934, ma non ebbe una grande fortuna nonostante l’innovatività di una struttura ricettiva completa, dotata perfino di un sistema autonomo per l’approvvigionamento idrico.
Nel 1927 il Cavaliere acquistò dal Comune di Palermo le aree necessarie ed il progetto di Giovan Battista Santangelo, professore della Facoltà di Ingegneria dell’Università di Palermo, ed i lavori di costruzione iniziarono nel 1928. La costruzione venne interamente finanziata da privati, così come la strada di collegamento alla viabilità esistente. L’intera struttura – l’edificio principale, la strada di accesso con il ponte, l’arredo esterno, i grandi serbatoi di acqua potabile, l’impianto di sollevamento, i magazzini e l’arredo esterno- fu realizzata in soli 5 anni dall’impresa “Utveggio e Collura”, che a Palermo aveva già realizzato importanti opere di edilizia pubblica e privata, come Il Cine-teatro Utveggio di Piazza Massimo, lo Stadio della Favorita, etc..
Il Grand Hotel non ebbe alcuna fortuna, se non per pochissime stagioni. Già negli anni precedenti al secondo conflitto mondiale, la struttura cadde in declino e la situazione precipitò con la guerra: l’area del Primo Pizzo diventò sede della contraerea fascista prima, di quella tedesca poi, ed infine di quella americana. Il Castello, rimasto in stato di totale abbandono, divenne oggetto di saccheggio ed atti vandalici. La Regione Siciliana, divenuta proprietaria per esproprio del complesso, ha avviato nel 1984 il recupero dell’edificio provvedendo a ripristinare gli arredi interni ed esterni, dotando la struttura delle più avanzate tecnologie informatiche e di comunicazione, e destinandolo ad una Scuola di Eccellenza, di alta formazione manageriale e di ricerca socio-economica: il CERISDI, Centro Ricerche e Studi Direzionali.

Ecco come era Palermo alle origini!!! il fiume che si vede dovrebbe essere il Kemonia.

Ecco come era Palermo alle origini!!! il fiume che si vede dovrebbe essere il Kemonia.

Antica pianta del centro storico

Da un’antica stampa del 1800 Carro di Santa Rosalia

Carro trionfale di Santa Rosalia del 1855 ideato da Giuseppe Di Bartolo

Grotta di Santa Rosalia

Da un’antica stampa: Grotta di Santa Rosalia

Da un’antica stampa: Il cacciatore incontra S.Rosalia

1904 Piazza  Sant’Agata alla Guilla si nota la fontanella e il palazzo a sinistra abbattute dall’esplosione di una bomba, durante il periodo della seconda guerra mondiale. Al posto del palazzo e stata sostituito da un piccolo spazio verde . A sinistra il monastero di clausura e la chiesa di Sant’Agata tutt’ora in stato di abbandono e devastata dai vandali. Di fronte alla piazza s’intravede il palazzo del Castillo di Sant’Isidoro alla Guilla

Piazza Monte di Pietà, anni 1960

Foto Piazza San Cosmo angolo Via Beati Paoli anni 70

Foto Piazza San Cosmo angolo Via Beati Paoli anni 70

Piazza Beati Paoli, latteria anni 70

Piazza Beati Paoli, latteria anni 70

Piazza Beati Paoli

Piazza Beati Paoli foto 1957

Piazza San Cosmo quartiere Capo anni 1970

Via Carini

Via Carini

Salita del mercato del Capo.. anni 50

Via Gioiomia, al Capo anno 1954

Via Porta Carini anno 1860, sullo sfondo la chiesa di San Francesco di Paola

Via Scippateste …quartiere Capo fine anni 80

Palazzo Bonagia

Palazzo Bonagia. Appartenuto agli Stella e ai Valguarnera, duchi di Castel di Mirto e baroni di Bonagia, Palazzo Castel di Mirto Bonagia è fra le testimonianze più significative dell’architettura siciliana del XVIII secolo. Si trova in via Alloro (al numero civico 58), un tempo celebre per la presenza dei palazzi nobiliari più sontuosi della città. Nel 1750 Nicolò Palma rinnovò il prospetto lungo via Alloro. Otto anni dopo, Andrea Gigante progettò l’atrio con un originale scalone in marmo rosso di Castellammare, “protetto” da un’elegante trifora con un grande arco centrale sorretto da colonne. L’arco era sormontato da una balaustra e tutto l’atrio fu decorato con stucchi in stile rococò. Durante la seconda guerra mondiale, Palazzo Bonagia venne in buona parte distrutto dai bombardamenti. Altri cedimenti si verificarono dopo il sisma del ’68 e un ulteriore crollo, che riguardò alcuni saloni a ridosso della facciata, si registrò negli anni Ottanta. Il resto si può considerare storia dei giorni nostri. Dell’originaria struttura, oggi, rimangono l’atrio, la scalinata e un’ala dell’immobile.

Villa Florio all’Olivuzza, costruita da Ernesto Basile tra il 1900 1901 E’ una delle espressioni più felici del Liberty a Palermo: fu commissionato dai Florio nel 1899 all’architetto Ernesto Basile. E’ un vero gioiello di architettura, immerso nel verde e chiuso da un sontuoso cancello in ferro battuto ed ha accolto i migliori esponenti del mondo culturale, economico e nobiliare dell’epoca. Finita l’epoca dei Florio, fu semidistrutto da un incendio doloso nel 1962, restaurato da poco è sede diplomatica della Regione Siciliana

San Giovanni degli Eremiti, primi del 900

San Giovanni degli Eremiti, primi del 900

Chiosco di San Giovanni degli Eremiti

Chiosco di San Giovanni degli Eremiti

Chiostro di San Giovanni degli Eremiti

Chiostro di San Giovanni degli Eremiti

San Giovanni degli Eremiti

San Giovanni degli Eremiti

San Giovanni deli Eremiti

Uno dei più caratteristici monumenti normanni della città. S. Giovanni degli Eremiti, fu innalzato nel 1136 per volontà di Ruggero II sul luogo dove un tempo, nel periodo della dominazione araba, era stata edificata una moschea. La nuova chiesa rappresentò l’appendice splendida di un austero complesso monastico destinato in breve tempo a raggiungere grande ricchezza ed enorme potenza grazie ai privilegi concessi dallo stesso sovrano normanno: il suo abate vantava infatti la carica di cappellano e confessore del re, si fregiava della dignità di vescovo ed era chiamato a celebrare tutte le messe festive nella Cappella Palatina. Inoltre, ancora in virtù di un decreto di Ruggero, rimasto peraltro inapplicato, proprio nel cimitero del convento di S. Giovanni degli Eremiti avrebbero dovuto trovar sepoltura i membri della famiglia reale. Quanto ai monaci, essi usavano passeggiare e raccogliersi in meditazione nell’annesso chiostro, costruito alla fine del XII secolo e che ancora sopravvive in tutta la sua leggiadra eleganza, con le candide e snelle colonnine appaiate e un grazioso pozzetto. Ma la vera peculiarità del complesso rimane la chiesa, di modeste dimensioni, composta da un unico vano solcato da arconi trasversali, con vistose tracce dei mosaici e delle piastrelle che lo decoravano in antico, oltre a numerose vestigia, specie nei soffitti, della preesistente moschea che doveva coincidere con il fianco dell’attuale transetto e di cui si conservano ancora alcuni brani di affreschi. L’edificio odierno si segnala però soprattutto per l’aspetto esterno reso assolutamente inconfondibile dalle presenze di cinque cupole rosse che sovrastano il corpo centrale, quadrato e austero, e il campanile, massiccio eppur svettante grazie alle ampie monofore che vi si aprono, cupole che attestano inequivocabilmente l’origine araba delle maestranze preposte all’edificazione della chiesa. Intorno, un lussureggiante giardino odoroso di piante esotiche e aranci, gelsomini e rose, costituisce una stupenda oasi, che pare avvolgere piacevolmente l’intero complesso, nonché la cornice più adatta per un monumento dal fascino così tipicamente orientale

Palermo da una antica stampa il Castello della Zisa

Palermo da una antica stampa il Castello della Zisa

Castello della Zisa

Castello della Zisa

La Zisa e il suo Castello

Il nome Zisa deriva dall’arabo ” Aziz “, ” la splendida “. La sua costruzione fu voluta da Guglielmo I° d’Altavilla, secondo re normanno di Sicilia, che voleva un palazzo per il proprio svago e riposo (“sollatium”), circondato da giardini e fontane.

A quei tempi la Zisa, oggi inglobata nella città, si ergeva isolata in mezzo allo splendido parco del Genoard. Nel corso dei secoli ha subito molte trasformazioni. Tra il XIV e il XV secolo divenne una fortezza, nell’età chiaramontana; nel 1440 fu ceduta al poeta Antonio Beccatelli (il Panormita); nel 1636 passò alla nobile famiglia spagnola dei Sandoval che la restaurarono. Dal 1951 è proprietà demaniale. Ha la forma di un parallelepipedo.

La massa muraria delle pareti, abbastanza compatta, è snellita da arcate cieche e ghiere concentriche. Il prospetto principale presenta un vestibolo con tre arcate. Nei piani superiori, originariamente vi erano bifore con colonnine tortili (di cui non resta traccia), distrutte durante gli interventi seicenteschi. Superato il vestibolo, entriamo nella sala della fontana (iwan): è un ambiente a forma di croce, con mosaici, colonne agli spigoli, muqàrnas (voltine alveolari o stalattitiche) nelle nicchie. Ricordiamo che pochi architetti, i quali giravano per il Mediterraneo, conoscevano il segreto della costruzione delle muqàrnas, motivo decorativo di chiara influenza islamica, presente anche nella Cuba e nella Cappella Palatina. L’acqua della fontana sgorgava da un leone (simbolo dei re normanni) sostituita ai tempi di Federico II da un’aquila mosaicata (simbolo del potere svevo), scivolando verso una lastra inclinata con solchi a zig-zag (sadirwan). Una condotta che corre sotto il pavimento, originariamente faceva confluire l’acqua nella vasca rettangolare posta davanti la costruzione. La sala era destinata a feste, ricevimenti e banchetti. A destra ed a sinistra del salone della fontana si trovano ambienti destinati al soggiorno diurno dei dignitari, cortigiani, armigeri. Al secondo piano le stanze erano riservate alle donne del re, che, in fatto di costumi, aveva preso a modello gli emiri. Il grande atrio centrale rappresentava un fresco confortevole luogo per il soggiorno estivo. All’ultimo piano del palazzo la splendida sala Belvedere si apriva sulla visione del Golfo Palermitano. I pavimenti, dei quali rimangono poche tracce, erano in genere di argilla cotta, posti a spina di pesce e ricoperti da tappeti; quelli della sala della fontana erano di marmo. Le soglie erano in legno di rovere. Le superfici esterne, costituite da blocchi di pietra arenaria, erano intonacate e decorate con vivaci disegni policromi. Il grande stemma sul fornice centrale fu apposto dai Sandoval. Il laghetto antistante il palazzo, tipico dell’architettura araba, assicurava la frescura; buone condizioni climatiche erano garantite oltre che dal notevole spessore dei muri e dalla piccolezza delle aperture anche da un sistema di canne di ventilazione in ciascuna delle due torrette laterali. Tale sistema è un modello di climatizzazione di origine orientale; si ritrova infatti in edifici egiziani dell’età antica. Nell’iscrizione sull’arcata di ingresso alla sala della fontana, parzialmente distrutta nel XVII secolo, leggiamo in caratteri arabi tradotti dall’Amari: “Quantunque volte vorrai, tu vedrai il più bel possesso del più splendido tra i reami del mondo. Questo è il Paradiso terreste che si apre agli sguardi”. A proposito delle leggende palermitane sui famosi diavoli della Zisa, c’è da precisare che si tratta non di demoni, ma di figure mitologiche, gli dei dell’Olimpo che danzano intorno a Giove. Poiché sono in circolo, visti dal basso, se si vogliono contare occorre girarsi su se stessi, e questo può fare perdere il conto. Così la gente ha sempre creduto che fossero le “diaboliche” figure a spostarsi. Un’altra leggenda è legata alle improvvise correnti d’aria dovute alla particolare disposizione delle finestre: queste vengono ritenute dalla gente dei “folletti di vento” e i palermitani più anziani, quando sulla città soffia il vento dicono: “Oggi si sono liberati i diavoli della Zisa “. La Zisa, gravemente danneggiata da un rovinoso crollo avvenuto negli anni Settanta, durante una tempesta, ha subito negli ultimi venti anni un restauro (su progetto del professore Giuseppe Paronia) che l’ha restituita al pubblico nel maggio 1991. Oggi ospita una ricca collezione di oggetti di età araba, provenienti dalla Galleria Regionale. Anch’essa, come la Cuba, è frutto di quell’incredibile incontro avvenuto a Palermo nel XII secolo tra la cultura islamica e quella latina, incontro che diede vita allo stile arabo-normanno. In quell’epoca, nella capitale del Regno di Sicilia, i maggiori ingegneri ed architetti occidentali (francesi, spagnoli, inglesi) si incontravano con i loro colleghi arabi e bizantini, per cui Palermo divenne un vero e proprio laboratorio culturale, in cui si verificò un incredibile scambio di tutte le esperienze orientali ed occidentali in campo architettonico.

San Domenico

San Domenico

piazza-e-chiesa-s-domenico-1937

Palermo Piazza e Chiesa di San Domenico 1937

L’attuale chiesa di S. Domenico sorge nelle vicinanze della Vuccirìa ed è considerata una delle maggiori espressioni del barocco siciliano. Costruita sui resti di una chiesetta del Quattrocento, fu ingrandita intorno al 1640, su progetto di Andrea Cirrincione. La facciata, del 1726, si inserisce armoniosamente nella struttura di Piazza S. Domenico. Il grandioso interno è a croce latina, con tre navate divise da archi a tutto sesto. Vi sono custoditi sepolcri e cenotafi di palermitani illustri: quello di Francesco Crispi si trova nella Cripta. Nelle cappelle interne sono conservate opere preziose, tra cui due pale d’altare rinascimentali dei pittori lombardi Vincenzo da Pavia, autore della Madonna del Rosario, e G. Giacomo Fondelli, cui si deve laCrocifissione tra S. Domenico e la Maddalena. L’edificio ospita alcune sculture quattrocentesche appartenenti alla precedente chiesa, fra le quali spicca il rilievo con l’immagine della Trinità de1 1477.
A sinistra della chiesa sorge l’ex convento dei domenicani con il chiostro trecentesco, costituito da arcate ogivali posate su esili colonnine binate. Nell’edificio hanno sede il Museo del Risorgimento e la Società Siciliana di Storia Patria.

porta-filice-e-cavallo-marino-1926

Palermo Porta-Felice e Cavallo Marino 1926

Cavallo Marino 1941

Cavallo Marino 1941 Fontana del cavalluccio marinoEseguita da Ignazio Marabitti per il giardino del palazzo Ajutamicristo, venne qui trasferita nel 1879. La fontana sorge sul sito della trecentesca Chiesa di S. Nicolo’ alla Kalsa, demolita per i danni subiti in seguito al terremoto del 5 marzo 1823.

Bellissima immagine d'epoca del Foro Italico, della Porta Felice e degli edifici che non esistono più

Bellissima immagine d’epoca del Foro Italico, Porta Felice

Quattro Canti via Maqueda 1931

Palermo Quattro Canti Via Maqueda 1931

4 canti di città

Piazza Vigliena

Piazza Vigliena

via cavour

Via Cavour

Via Cavour birreria Italia foto anni 50

birreria italia

Birreria Italia anni 50

Birreria Italia anno 1908

Antica rosticceria Lucchese a piazza Castelnuovo angolo via Paternostro anno 1960

Antica rosticceria Lucchese a piazza Castelnuovo angolo via Paternostro anno 1960

Ballarò Chiesa di Santa Chiara

Catacombe dei Cappuccini

Catacombe dei Cappuccini bambina imbalsamata  nata1916 morta 1920 Rosalia Lombardo

Catacombe dei Cappuccini bambina imbalsamata nata1916 morta 1920 Rosalia Lombardo

Catacombe dei Cappuccini

Catacombe dei Cappuccini

Catacombe dei Cappuccini

Catacombe dei Cappuccini

Catacombe dei Cappuccini

Catacombe dei Cappuccini

Chiesa dei Cappuccini prima dello scempio del 1934

Chiesa dei Cappuccini prima dello scempio del 1934

Orto Botanico – Primi del ’900

Orto Botanico

Orto Botanico

La Favorita fontana di Ercole

Mondello Torre

Mondello Torre

Alluvione di Palermo foto anni 1930

Alluvione di Palermo foto anni 1930

Alluvione di Palermo

Alluvione di Palermo

Alluvione via Roma

Alluvione via Roma

Alluvione via Roma

Alluvione via Roma

Alluvione via Roma

Alluvione via Roma

Villa Giulia

Villa Giulia

Ingresso di Villa Giulia

Ingresso di Villa Giulia

Villa Giulia

Villa Giulia

Via Ruggero Settimo

Via Ruggero Settimo

Angolo Via Ruggiero Settimo Via Stabile, prima e dopo...

Angolo Via Ruggiero Settimo Via Stabile, prima e dopo…

Rugero Settimo

Via Ruggero Settimo

Palermo Via Ruggero Settimo

Palermo Via Ruggero Settimo

Piazzale Ungheria  1959

Piazzale Ungheria 1959

Via Ruggero Settimo anni 80

Via Ruggero Settimo anni 80

Teatro Politeama, primi del '900

Teatro Politeama Garibaldi, primi del ’900

Teatro Politeama e p.zza Castelnuovo, primi del '900

Teatro Politeama e p.zza Castelnuovo, primi del ’900

Teatro Politeama 1950

Teatro Politeama 1950

Piazza Rivoluzione e il Genio di Palermo, ai primi del '900, che piazza carina e decorosa era allora..

Piazza Rivoluzione e il Genio di Palermo, ai primi del ’900, che piazza carina e decorosa era allora..

Piazza Rivoluzione dopo

Piazza Rivoluzione dopo - E’ una graziosa e piccolissima piazza chiamata così perchè da qui prese l’avvio la rivolta antiborbonica nel 1848. Al centro la fontana è abbellita dal cosiddetto Genio di Palermo, simbolo della città.

L'antica Focacceria San Francesco prende il nome dall'omonima piazza nel centro storico di Palermo. Il ristorante di Palermo, inserito fra i locali storici d'Italia, è nato oltre 150 anni fa

L’antica Focacceria San Francesco prende il nome dall’omonima piazza nel centro storico di Palermo. Il ristorante di Palermo, inserito fra i locali storici d’Italia, è nato oltre 150 anni fa

Palazzo delle Poste 1938

Palazzo delle Poste 1938Palazzo delle Poste,Il palazzo si trova sulla centralissima Via Roma costruito durante il ventennio fascista da Angiolo Mazzoni, con una scala larga, un colonnato monumentale e pitture ed arredamento futuristici interessanti all’interno. Lo stile dell’edificio è tipico del periodo fascista e segue la corrente del Razionalismo italiano mentre gli interni sono in stile futurista, uno dei pochi esempi integri dell’epoca, con affreschi di Benedetta Cappa, moglie di Marinetti.

I tre fasci littori in pietra rossa di Alcamo, alti trenta metri

I tre fasci littori in pietra rossa di Alcamo, alti trenta metri distrutti dopo il regime del fascismo (Palazzo delle Poste)

La testa del Duce in porfido rosso violaceo con tre falci in granito verde e l'annuale in marmo giallo di Mori opera di Mallio Giarrizzo

La testa del Duce in porfido rosso violaceo con tre falci in granito verde e l’annuale in marmo giallo di Mori opera di Mallio Giarrizzo (Palazzo delle Poste)

Palermo 1800

Palermo Via Roma 1800

Chiesa degli inglesi. Nel cuore della città di Palermo sorge un piccolo tesoro architettonico inglese: la chiesa Holy Cross (“Santa Croce”), un edificio ricco d’importanti manufatti e sconosciuto a molti palermitani. L’architettura ed i decori della chiesa sono combinazione unica ed incantevole tra semplicità e ricchezza artistica. Da un lato, l’esterno e gli elementi architettonici verticali riprendono lo stile gotico tipico dell’Europa settentrionale; dall’altro, i mosaici dorati dell’abside sono d’ispirazione bizantina, ricorrente nell’arte siciliana.

Chiesa degli inglesi. Nel cuore della città di Palermo sorge un piccolo tesoro architettonico inglese: la chiesa Holy Cross (“Santa Croce”), un edificio ricco d’importanti manufatti e sconosciuto a molti palermitani. L’architettura ed i decori della chiesa sono combinazione unica ed incantevole tra semplicità e ricchezza artistica. Da un lato, l’esterno e gli elementi architettonici verticali riprendono lo stile gotico tipico dell’Europa settentrionale; dall’altro, i mosaici dorati dell’abside sono d’ispirazione bizantina, ricorrente nell’arte siciliana.

Abergo delle Palme, incrocio con via Mariano Stabile e via Roma

Albergo delle Palme, incrocio con via Mariano Stabile e via Roma

Il Grand Hotel et Des Palmes nasce nel 1874 dalla vecchia "Casa Patrizia" degli Ingham-Whitaker, costruita nel 1856. Venduta ad un operatore locale, Enrico Ragusa, fu trasformata in albergo. Nel 1907, Ernesto Basile, artista fra i maggiori esponenti dello stile Liberty, progetta modifiche significative al suo interno. Vengono ristrutturate la Hall (che può essere considerata fra le più belle d'Europa) e il "Salone Camino" il cui soffitto, intarsiato da decoratori Inglesi, è simile a quello di "Palazzo Montecitorio" sede del Parlamento Nazionale, anch'esso del Basile.  Il Grand Hotel et Des Palmes ha ospitato grandi artisti, uomini politici e potenti. In esso si è scritta la storia Sicilia: nel 1882 da questo albergo Francesco Crispi impartiva lezioni di politica, mentre rimane famosa la cena a 12 portate servita a Vittorio Emanuele Orlando.

Il Grand Hotel et Des Palmes nasce nel 1874 dalla vecchia “Casa Patrizia” degli Ingham-Whitaker, costruita nel 1856. Venduta ad un operatore locale, Enrico Ragusa, fu trasformata in albergo. Nel 1907, Ernesto Basile, artista fra i maggiori esponenti dello stile Liberty, progetta modifiche significative al suo interno. Vengono ristrutturate la Hall (che può essere considerata fra le più belle d’Europa) e il “Salone Camino” il cui soffitto, intarsiato da decoratori Inglesi, è simile a quello di “Palazzo Montecitorio” sede del Parlamento Nazionale, anch’esso del Basile. Il Grand Hotel et Des Palmes ha ospitato grandi artisti, uomini politici e potenti. In esso si è scritta la storia Sicilia: nel 1882 da questo albergo Francesco Crispi impartiva lezioni di politica, mentre rimane famosa la cena a 12 portate servita a Vittorio Emanuele Orlando.

Grande Albergo delle Palme

Grande Albergo delle Palme

Teatro Massimo 1944

Teatro Massimo 1954

Palermo Teatro Massimo

foto anni 1944 Il Teatro Massimo è uno degli edifici più importanti diPalermo, oltre ad essere uno dei più grandi e prestigiosi teatri lirici del mondo, celebre per la sua spettacolare acustica. I lavori di costruzione dell´imponente teatro, di tipico stile neoclassico, iniziarono nel 1875 con la posa della prima pietra nella centralissima piazza Giuseppe Verdi.Il teatro venne definitivamente completato nel 1891, dopo alterne e travagliate vicende durate quasi un ventennio.La sera del 16 maggio del 1897 il Teatro Massimo aprì finalmente le sue porte al pubblico, divenendo il simbolo della rinascita artistica e culturale della città. Molto bello e caratteristico è l´ingresso del teatro, caratterizzato da un´ elegante scalinata ornata dalle statue di Lirica e Tragedia. Molto particolare è anche la cupola emisferica che sovrasta l´edificio. All´interno si fanno poi ammirare per la loro bellezza i dipinti di valenti artisti come Lentini, Cortegiani e Di Giovanni. Abbandonato per un lungo periodo, il teatro palermitano è ritornato ai fasti di un tempo, ospitando, ogni anno, prestigiosi eventi di musica, arte e cultura.

Il leone del Teatro Massimo

Il leone del Teatro Massimo

Palermo Teatro Massimo

Palermo Teatro Massimo foto anni 1955

Primi anni '30, da Palazzo Utveggio a Piazza Verdi, una fotografia che ritrae  Monte Pellegrino insolitamente innevata

Primi anni ’30, da Palazzo Utveggio a Piazza Verdi una fotografia che ritrae Monte Pellegrino insolitamente innevata

chioschetto piazza massimo

Chioschetto Piazza Massimo

Chioschetto Vicari, Piazza Massimo

Chioschetto Vicari oggi 2010 Piazza Massimo


 Panorama di Palermo visto dall'Osservaorio foto del 1890

Panorama di Palermo visto dall’Osservaorio Astronomico foto del 1890

Palermo Palazzo Reale

Palermo Palazzo Reale

Piazza Bologni

Piazza Bologni foto anni 1954 STATUA CARLO V A PIAZZA BOLOGNI Al centro della piazza è presente la statua bronzea di Carlo V, alla quale la piazza stessa fa da palcoscenico. La statua è opera di Scipione Li Volsi e ripropone il suo ritorno trionfale da Tunisi del 1535 ed è posta su un piedistallo di marmo fatto da Giacomo Cirasolo e Luigi Geraci con bassorilievi di Giovanni Tagliavia. Inizialmente la stessa doveva essere posta al centro dei Quattro Canti, ma si decise in seguito di cambiarle destinazione e venne posta qui nel 1631.

Piazza Bologni, da notare sulla destra il piccolo tram su rotaie

Piazza Bologni, da notare sulla destra il piccolo tram su rotaie

foto Palermo palazzo di Giustizia

Il Palazzo di Giustizia di Palermo è un edificio di stile razionalista. L’edificio venne progettato dagli architetti Ernesto e Gaetano Rapisardi negli anni trenta del Novecento seguendo l’allora corrente razionalistica tipica del periodo fascista. La costruzione dell’edificio iniziò nel 1938, ma per ovvi motivi bellici si interruppe quasi subito, in seguito i lavori ripresero negli anni cinquanta e terminarono nel 1957. Per la costruzione del palazzo venne abbattuto il Bastione di Aragona al quartiere del Capo e delle costruzioni adiacenti, tra queste costruzioni era compreso lo stabilimento Gulì che era stato costruito nel 1882.

Banco di Sicilia di via Roma

Banco di Sicilia di Via Roma foto anni 1940

Villino Caruso via Dante 159

Villino Caruso Via Dante 159

Clinica Noto in via Dante

Clinica Noto in via Dante

Villa Amalfitana anno 1886 in Via Dante

Villa Malfitano Whitaker è situata nell’odierna Via Dante a Palermo. Fu realizzata tra il 1885 e il 1889 da Ignazio Greco su commissione di Giuseppe Whitaker, imprenditore discendente di una famiglia inglese. E’ in stile neo-rinascimentale ed è circondata da un grande giardino progettato da Emilio Kunzmann.

Casa Florio Corso Olivuzza. 1900

Via Lolli

Via Lolli

Stazione Lolli primi 900

Stazione Lolli primi 900

Stazione Lolli primi del 900

Stazione Lolli primi del 900

La Stazione Lolli entrò in servizio il 28 ottobre 1891

La Stazione Lolli entrò in servizio il 28 ottobre 1891

Piazza Giulio Cesare anni 20 prima della costruzione dei due palazzi monumentali

Piazza Giulio Cesare anni 20 prima della costruzione dei due palazzi monumentali

Stazione Centrale

Stazione Centrale

Costruita nel 1885, è tra le più antiche stazioni italiane in attività. Il suo fronte monumentale è testimonianza dello stile architettonico eclettico tipico della Palermo di fine secolo. Gli elementi classico-rinascimentali furono rielaborati nelle decorazioni interne, nei ferri battuti, nei tagli delle pietre di Bagheria e Cinisi e negli elementi di arredo delle sale di rappresentanza e di attesa.  La paternità della stazione è ancora oggi incerta, ma l’impostazione architettonica risente dell’influenza di Ernesto Basile e della sua scuola. La struttura originaria, che andò distrutta nel corso dell’ultima guerra, era caratterizzata da una grande tettoia dalle eleganti linee in ferro e vetro, sorretta da capriate a falce e posta a copertura dei binari.  Pur conservando l’unità architettonica, l’eleganza e la proporzionalità delle forme, il complesso risulta compromesso nella sua originaria qualità e funzionalità a causa dell’eliminazione della copertura e di una serie di interventi discontinui realizzati tra il 1950 e il 1960.

Stazione Centrale Costruita nel 1885, è tra le più antiche stazioni italiane in attività. Il suo fronte monumentale è testimonianza dello stile architettonico eclettico tipico della Palermo di fine secolo. Gli elementi classico-rinascimentali furono rielaborati nelle decorazioni interne, nei ferri battuti, nei tagli delle pietre di Bagheria e Cinisi e negli elementi di arredo delle sale di rappresentanza e di attesa. La paternità della stazione è ancora oggi incerta, ma l’impostazione architettonica risente dell’influenza di Ernesto Basile e della sua scuola. La struttura originaria, che andò distrutta nel corso dell’ultima guerra, era caratterizzata da una grande tettoia dalle eleganti linee in ferro e vetro, sorretta da capriate a falce e posta a copertura dei binari. Pur conservando l’unità architettonica, l’eleganza e la proporzionalità delle forme, il complesso risulta compromesso nella sua originaria qualità e funzionalità a causa dell’eliminazione della copertura e di una serie di interventi discontinui realizzati tra il 1950 e il 1960.

La grande tettoia metallica della Stazione Centrale realizzata nel 1886

La grande tettoia metallica della Stazione Centrale realizzata nel 1886 poi smontata per recuperare il ferro per fare armamenti durante il periodo della  la guerra

Notiamo dalla Cartolina, che la via Roma si fermava a P.zza S.Domenico.

Notiamo dalla Cartolina, che la via Roma si fermava a P.zza S.Domenico.

Teatro Biondo

Teatro Biondo

Lungo mare Foro Italico, palchetto un tempo era utilizato dagli artisti palermitani per intrattenere le persone che passegiavano alla marina

Lungo mare Foro Italico, il palchetto che si vede a destra della foto un tempo era utilizato dagli artisti palermitani per intrattenere le persone che passegiavano alla Marina

Foro Italico Umberto

Foro Italico Umberto

Palchetto Foro Italico

Palchetto Foro Italico

Foro Italico 1932

Foro Italico 1932

Palermo balconata foro bombardamenti dellultima guerra

Palermo balconata foro bombardamenti dellultima guerra

Castello a mare

Castello a mare

Mitica trattoria nà ngrasciata,anno 1961

Mitica trattoria nà ngrasciata, alla Marina anno 1961

Chioschetto piazzetta delle Palme

Chioschetto piazzetta delle Palme foto inizzi 1900

Piazza della Pretoria - Fontana delle Vergogne foto del 1890

Piazza della Pretoria – Fontana delle Vergogne foto del 1890

Palermo via Cavour e p      Palazzo della Banca d'Italia 1908

Palermo Via Cavour e  Palazzo della Banca d’Italia 1908

Via Cavour

Via Cavour

Villa Giulia 1939 Magnifico giardino realizzato nel 1777-78 sotto il viceré Marcantonio Colonna di Stigliano, per iniziativa del Pretore La Grua. Prese il suo nome da Giulia d’Avalos moglie del suddetto viceré. L’ingresso monumentale prospiciente il Foro Italico è neoclassico, le colonne doriche testimoniano bene il gusto già romantico della fine del XVIII secolo. Il progetto della villa fu realizzato da Nicolò Palma che disegnò un verde pubblico con un perimetro perfettamente quadrato, suddiviso a sua volta in quattro quadrati suddivisi dalle loro diagonali; lo spazio centrale, di forma circolare è abbellito da quattro esedre progettate da Giuseppe Damiani Almeyda in stile pompeiano. Al centro della villa si trova “L’orologio del Dodecaedro” ovvero un dodecaedro in marmo dove per ogni faccia si trova un orologio solare, progettato dal matematico
 Palermo Fontana Pretoria 1901

Palermo Fontana Pretoria 1901

Chiosco Ribaudo fine 800

Chiosco Ribaudo fine 800

Monte Pellegrino

Monte Pellegrino foto primi del 1900

Palermo 1880 veduta di Monte Pellegrino

Palermo 1880 veduta di Monte Pellegrino

Cattedrale di Palermo

Cattedrale di Palermo

Cattedrale di Palermo, portale principale, anno 1960

Cattedrale di Palermo, portale principale, anno 1960

Cattedrale monumento Santa Rosalia

Cattedrale monumento Santa Rosalia

Cattedrale di Palermo

Cattedrale di Palermo

Il cassaro, via Vittorio Emanuele vicino la Cattedrale... con la vecchia linea ferrata del tram...

Il Cassaro, Corso Vittorio Emanuele vicino la Cattedrale… con la vecchia linea ferrata del Tram…

Palazzo Arcivescovile

Palazzo Arcivescovile

Ponte Ammiraglio

Ponte Ammiraglifoto foto primi del 1900
Monumento ai caduti  Piazza Brigata Verona

Piazza Brigata Verona Monumento ai caduti

Monumento ai Caduti Piazza Brigata Verona

Monumento ai Caduti Piazza Brigata Verona

Piazza Principe di Camporeale

Piazza Principe di Camporeale

Piazza Indipendenza

Piazza Indipendenza

Piazza Indipendenza

Piazza Indipendenza da notare i binari del tram che portavano a Morreale foto 1920-30

Piazza Ranchibile agli inizi del XX secolo.

Piazza Ranchibile agli inizi del XX secolo.

Piazza Ignazio Florio

Piazza Ignazio Florio

Villa Garibaldi

Villa Garibaldi fine 1800

P.zza Marina in una foto Alinari del 1895 Nella foto vediamo un Giardino Garibaldi quasi “neonato”, infatti fu inaugurato nell’ottobre del 1864 e pertanto nel periodo della foto aveva “appena” 31 anni. La progettazione e realizzazione del Giardino fu affidata a Gian Battista Filippo Basile che curò la realizzazione di tutti gli “elementi” del Giardino : dai viali alle piante alle casette frontali alla cancellata. Il Basile volle che si interrassero tutte piante tropicali o subtropicale quali ibiscus,ficus,araucarie ecc. La guardiola a sinistra fu lo “chalet elvetico” per la sua caratteristica del tetto spiovente. La cancellata, di bella fattura, fu realizzata in fusione di ghisa nella Fonderia Oretea dei Florio…ricordiamo che proprio all’esterno di questa cancellata venne ucciso, nel 1909, Jo Petrosino. Nel corso degli anni i ficus hanno raggiunto dimensioni notevoli, superando i 25 mt. di altezza e raggiungendo circonferenze di tronco e di chiome da record. Nel parlare comune si dice che quei ficus siano pluricentenari e qualcuno azzarda un “quasi millenari” che fa sorridere ! In effetti, date alla mano, quegli alberi hanno circa 150 anni di vita…è pur sempre un’età rispettabile !

Villa Sofia

Villa Sofia

Palazzina Cinese

Palazzina Cinese

Borgo Santa Lucia al porto nella prima metà dell'Ottocento, oggi non più esistente

Borgo Santa Lucia al porto nella prima metà dell’Ottocento, oggi non più esistente

Come era Piazza Marina.

Come era Piazza Marina.

Piazza Giacomo alla Marina Primi del 1900.

Piazza S. Giacomo alla Marina Primi del 1900.

Villa Bonanno nei primi del 1900

Villa Bonanno nei primi del 1900

Villa Bonanno

Palermo, la fossa di Villa Bonanno   Chi è stato alla villa Bonanno avrà notato, quasi al centro di essa, una fossa circolare recintata da una piccola cancellata…non trovando alcuna indicazione si sarà chiesto a cosa servisse. Da ragazzo mi dicevano : era un pozzo,una cisterna,ci “buttavano” prigionieri…e chi più ne ha più ne metta. Ovviamente niente di tutto questo : quella è una “fossa frumentaria”. Alla fine del ‘500 si scavarono nel Piano del Palazzo, attuale p.zza Vittoria, delle fosse profonde per la conservazione del frumento e se ne scavarono dodici; col passare del tempo vennero interrate perchè si costruirono in altre zone dei magazzini sopraelevati certamente più comodi e più efficienti. Alcuni, essendo nella zona portuale, furono demoliti negli anni ‘50 per installare la centrale termoelettrica del Porto. Dopo il 1848 in p.zza Vittoria iniziarono i lavori di sistemazione della stessa e vennero alla luce cinque di questa fosse frumentarie; quattro vennero nuovamente interrate ed una la si lasciò visibile a futura memoria…da allora sono trascorsi 161 anni ed ancora nessuno si è presa la briga di mettere un cartello turistico indicativo.

Palermo, la fossa di Villa Bonanno Chi è stato alla villa Bonanno avrà notato, quasi al centro di essa, una fossa circolare recintata da una piccola cancellata…non trovando alcuna indicazione si sarà chiesto a cosa servisse. Da ragazzo mi dicevano : era un pozzo,una cisterna,ci “buttavano” prigionieri…e chi più ne ha più ne metta. Ovviamente niente di tutto questo : quella è una “fossa frumentaria”. Alla fine del ‘500 si scavarono nel Piano del Palazzo, attuale p.zza Vittoria, delle fosse profonde per la conservazione del frumento e se ne scavarono dodici; col passare del tempo vennero interrate perchè si costruirono in altre zone dei magazzini sopraelevati certamente più comodi e più efficienti. Alcuni, essendo nella zona portuale, furono demoliti negli anni ‘50 per installare la centrale termoelettrica del Porto. Dopo il 1848 in p.zza Vittoria iniziarono i lavori di sistemazione della stessa e vennero alla luce cinque di questa fosse frumentarie; quattro vennero nuovamente interrate ed una la si lasciò visibile a futura memoria…da allora sono trascorsi 161 anni ed ancora nessuno si è presa la briga di mettere un cartello turistico indicativo.

Piazza Sant'Oliva intorno al 1927

Piazza Sant’Oliva  1927

Via Dante

Via Dante

Piazza Vigliena 1800

Piazza Vigliena 1800

Piazza Cifuentes oggi Mordini in via Libertà

Piazza Cifuentes oggi Mordini in via della Libertà

Via della Libertà 1930

Via della Libertà 1930

Via della Libertà 1938

Via della Libertà 1938

Via della Libertà 1935

Via della Libertà 1935

Via della Libertà 1917

Via della Libertà 1917

Via Roma Teatro Biondo 1933

Via Roma Teatro Biondo 1933

Vista del porto di Palermo alla fine del 800

Vista del porto di Palermo fine 800

 La Cala foto del 1875

La Cala foto del 1875
 Foro Italico foto del 1895

Foro Italico foto del 1895

 Corso Calatafimi visto da Porta Nuova foto del 1865

Corso Calatafimi visto da Porta Nuova foto del 1865

Piazza Diodoro Siculo

Piazza Diodoro Siculo

 Santa Maria della Catena foto del 1865

Santa Maria della Catena foto del 1865

 Teatro Bellini

Teatro Bellini foto dei primi del 1900

Chiesa della Martorana

Chiesa della Martorana

Castelletto del Principe di Aci in corso Pisani.

Castelletto del Principe di Aci in Corso Pisani.

Piazza Garraffaello “a Vucciria”

Palermo , Mercato della Vucciria nei primi del 900

Palermo , Mercato della Vucciria nei primi del 900

1858 - Fontana del Garraffo nella sistemazione originale.

1858 – Fontana del Garraffo nella sistemazione originale.La Fontanadel Garraffo oggi si trova in Piazza Marina. E’ stata spostata nel 1862 dalla Vucciria. La fontana (gharraf in arabo vuol dire ‘abbondanza d’acqua’) è stata scolpita nel 1698 e si trovava esattamente in Piazzetta Garraffo di fronte Sant’Eulalia dei Catalani.

Piazza Marina Fontana del Garraffo

Piazza Marina Fontana del Garraffo

Una delle due edicole all'aperto ai Quattro Canti anni 80

Una delle due edicole all’aperto ai Quattro Canti anni 80

Qui oggi si trova il Ristorante al 59, la palazzina Starrabba - De Gregorio all'inizio del XX secolo fu sede dell'autonoleggio G. Masino & C.

Qui oggi si trova il Ristorante al 59, la palazzina Starrabba – De Gregorio all’inizio del XX secolo fu sede dell’autonoleggio G. Masino & C.

Hotel delle Palme

Hotel delle Palme

Via Mariano Stabile

Via Mariano Stabile

Foto storica... ingresso del Bar Pinguino nel 1950

Foto storica… ingresso del Bar Pinguino nel 1950

Esterni dell'extrabar di Piazza Politeama - 1950

Esterni dell’extrabar di Piazza Politeama – 1950

Corso Alberto Amedeo - Foto degli anni '20

Corso Alberto Amedeo – Foto degli anni ’20

Monreale Duomo

Monreale Duomo

Monreale chiostro interno

Monreale chiostro interno

Monreale Duomo interno

Monreale Duomo interno

Monreale interno Duomo

Monreale interno Duomo

Via Francesco Crispi

Via Francesco Crispi

Via F Crispi

Via F Crispi

Porto di Palermo ingressoPorto di Palermo ingresso Via F. Crispi

Iscriviti

Ricevi al tuo indirizzo email tutti i nuovi post del sito.

Unisciti agli altri 104 follower

%d blogger cliccano Mi Piace per questo: